Privatizzato l’aeroporto di Fenosu: verso un futuro militare?

  • Scritto da Effe_Pi

Dopo la cessione dello scalo oristanese a un raggruppamento di imprese che vogliono rilanciarlo con scuole di volo, paracadutismo e ricerca sui droni.

Era una grande speranza per i trasporti della Sardegna, soprattutto per quanto riguarda le zone interne, ma ora è ufficialmente stato privatizzato e si aprono scenari incerti sul suo futuro. L’aeroporto di Fenosu, a due passi da Oristano e in una posizione perfetta per essere raggiunto facilmente da gran parte dell’isola, non avrà probabilmente un futuro legato ai trasporti di linea, nonostante le istituzioni locali vi abbiano investito negli anni molti milioni di euro, anzi qualcuno sospetta che potrebbe trasformarsi nell’ennesimo sito militare presente sul territorio sardo.
È stato un raggruppamento temporaneo di imprese costituito da Aeronike di Sestu, Distretto aerospaziale della Sardegna e Nurjana Technologies di Elmas a vincere la gara per il passaggio del pacchetto di maggioranza della società di gestione dell'aeroporto, la Sogeaor. Dopo mesi di incertezze, nell'albo pretorio della Provincia di Oristano è stata infatti pubblicata la determina che completa la gara.

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Di recente il Tar aveva ritenuto inammissibile, per difetto di giurisdizione, il ricorso presentato dall'Ekologia della Marmilla - la ditta che nel luglio scorso aveva vinto la gara con un'offerta di 148mila euro - contro l'assegnazione provvisoria delle quote della Sogeaor al raggruppamento di imprese, subentrato dopo l'esclusione di Ekologia per presunte irregolarità nel Durc. L'aggiudicazione definitiva, però, è solo la prima tappa per il completo passaggio dell'aeroporto di Fenosu ai privati, anche se questi ultimi avrebbero già pronto un piano di rilancio dello scalo che prevede anche scuole di volo e di paracadutismo, ricerca sui droni e base per la protezione civile.
Proprio questi intenti fanno sorgere sospetti in esponenti del mondo indipendentista sardo come Pier Franco Devias, che parla di novità “inquietante”, chiedendosi “Paracadutismo? Di che tipo? Ricerca sui droni? Quali droni? Con quali finalità? E la protezione civile, di cui fanno parte anche tutte le forze armate e dell’ordine, in che veste sarebbe presente? Le domande non sono fuori luogo, anche guardando un po’ di cosa si occupano queste aziende”.

Devias afferma che La Nurjana Technologies, il “cui sito si apre con un bel caccia che sorvola sul lancio di un missile, lavora nei settori Difesa e Aerospazio. Aeronike si occupa di servizi di fotogrammetria aerea. Il Distretto Aerospaziale della Sardegna è una società partecipata da numerosi soci pubblici e privati, tra cui non può passare inosservata la Vitrociset, azienda che opera nel campo delle tecnologie dell'informazione, comunicazione e logistica. Azienda che sarebbe perfino riduttivo dire che è assolutamente di casa al Poligono interforze del Salto di Quirra”. L’esponente di Li.be.r.u. si domanda quindi quale sarà il futuro di uno scalo costruito con soldi pubblici, e che tipo di “ricerca”, le aziende debbano fare, sospettando che il tutto possa essere “finalizzato alle attività belliche”.

Foto | Galeria del Ministerio de Defensa del Perú su Flickr

 

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