Primo caso di Coronavirus in Sardegna, ricoverato un uomo

  • Scritto da Effe_Pi

L'isola era rimasta una delle poche regioni senza nessun contagio sul proprio territorio, il paziente in ospedale a Cagliari sarebbe stato di recente a Rimini.

Alla fine il Coronavirus è arrivato anche in Sardegna, rimasta finora una delle ultime regioni italiane senza nemmeno un caso. Una sorta di “avvisaglia” si era avuta nei giorni scorsi, quando un cagliaritano si era sentito male mentre si trovava a Milano per visite mediche con tutta la famiglia, era risultato positivo al virus e posto in quarantena in Lombardia insieme ai parenti. Ora arriva il primo caso sul territorio sardo, quello di un uomo ricoverato a Cagliari, che secondo quanto si apprende dalla Regione, è risultato positivo.

LEGGI ANCHE | Coronavirus, ad Arzachena una commerciante in auto quarantena

Per la conferma si attende ora la verifica dell'Istituto superiore di sanità, a cui è stato inviato il tampone. Il contagiato sarebbe un imprenditore residente in città, di circa 40 anni, che nei giorni scorsi si era recato a Rimini per lavoro. L'Unità di crisi regionale ha ora attivato i protocolli per individuare e mettere sotto osservazione i familiari e le persone entrate in stretto contatto con il paziente. Il panico quindi si fa strada in un’isola che già senza casi sembrava in buona parte preoccupata, ma che ovviamente con un solo caso non rientra tra le zone che destano allarme a livello nazionale, incluse nelle zone rossa e gialla, ma secondo l’ultimo decreto del governo dovrà limitarsi a una informazione pubblica e ad applicare alcuni protocolli negli uffici, i concorsi e le distanze da tenere tra le persone in pubblico (almeno un metro).

La Regione, dal canto suo, nei giorni scorsi oltre ad aver predisposto tende all’esterno dei Pronto soccorso, dove svolgere i primi esami sul Coronavirus all’esterno delle strutture, evitando l’effetto Codogno col contagio portato dentro gli ospedali, ha annunciato di avere predisposto spazi per mettere in quarantena fino a 110mila persone. Un provvedimento che forse voleva rassicurare la popolazione ma ha fatto passare l’idea di un territorio pienamente coinvolto nell’epidemia (quando in quel momento non c’era ancora nessun caso), parte di un’immagine negativa generale dell’Italia che secondo gli operatori del settore turistico avrebbe già portato a un crollo delle prenotazioni per il periodo primaverile ed estivo, con circa la metà dei posti richiesti che sarebbero già stati disdetti in pochi giorni.

Foto | Dipartimento Protezione civile su Flickr