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Pro Salvini sardi augurano stupro a giornalista

  • Scritto da Effe_Pi

Salvini a RomaSul profilo del segretario del Movimento sociale sardo compaiono commenti di insulti verso una collega di Sardinia Post che si è occupata di loro.

Auguri di essere stuprata e insulti vari via web. E’ quanto ricevuto dalla giornalista sarda Francesca Mulas, “rea” di aver scritto un articolo sulla galassia dell’estrema destra alleata del leghista Salvini in Sardegna, pubblicato dopo gli scontri di Cagliari della scorsa settimana da Sardinia Post. I commenti in questione, che la testata ha già segnalato alle autorità competenti, vengono dalla pagina Facebook del segretario del Movimento sociale sardo – Destra regionale, Daniele Caruso, che aveva attaccato direttamente la “giornalettaia” Mulas per i suoi articoli “pieni di castronerie”, in particolare per aver scritto che avrebbe “manipolato le parole del Prefetto” e chiesto l’amicizia “alla mia donna” per carpire informazioni.

Al di la di questo attacco da parte del leader dell’estrema destra sarda, che vanta la sua partecipazione alla recente manifestazione di Lega e Casapound a Piazza del Popolo, a Roma, insulti e minacce sono arrivati dai commenti, in particolare quello che recitava “un giorno quando un maomettano arrapato la violentera verrà strisciando a chiedere pietà ! Tie’ beccati questa pennivendila di regime !!”, poi rimosso dopo la denuncia di Sardinia Post. Sono invece ancora ben visibili sul popolare social network altri commenti come “giornalisti terroristi”, o “zecche rosse schifose a fuoco lento…!”, oppure ancora “come si chiama la baldracca?”. Sul profilo anche un’intervista allo stesso Caruso, in cui si chiede lo sgombero dello studentato “Sa Domu”, recentemente occupato nel quartiere di Castello.

Anche se la notizia non ha avuto praticamente rilevanza, almeno finora, sui media italiani, la giornalista ha ringraziato sul suo blog personale chi le ha mostrato solidarietà con “migliaia tra commenti, messaggi, email, post su twitter e facebook, decine di sms e telefonate”, oltre ai colleghi di diverse testate sarde e alle organizzazioni politiche e sociali, aggiungendo che “tutto questo mi fa capire che l’attenzione su certi temi è ancora alta e forte. Come ho già scritto nessuna paura, solo l’orrore di sentire ancora slogan e discorsi fascisti dopo settant’anni. C’è evidentemente ancora tanto lavoro da fare su istruzione, informazione e cultura” e concludendo con lo slogan “Antifascismo sempre”. Il leghismo e la sua svolta “nazionale” sembrano, almeno in Sardegna, aver “sdoganato” definitivamente anche la destra più estrema e neofascista, un po’ come aveva fatto all’epoca Berlusconi con Fini e quella “istituzionale” dell’ex Msi: che conseguenze questo potrà avere sulla vita politica e sociale dell’isola al momento è difficile dirlo, ma sicuramente c’è di che preoccuparsi.

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