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Da Palazzo Chigi Renzi si schiera con Fresu

  • Scritto da Effe_Pi

Fresu bianco neroDa Palazzo Chigi una nota di precisazione in difesa del jazzista sardo, dopo le accuse di Bechis su Libero e la risposta del musicista.

Il Governo italiano precisa e chiarisce con un comunicato ad hoc sulla vicenda del presunto compenso d’oro ricevuto dal jazzista sardo Paolo Fresu per un concerto di commemorazione della Prima guerra mondiale, il 27 luglio 2014 sull’Altopiano di Folgaria. Il documento ricevuto da IteNovas, che nei giorni scorsi si era occupato della vicenda, viene dall’ufficio stampa della Presidenza del Consiglio dei ministri, quindi dall’entourage di Matteo Renzi, e precisa che “In merito alle notizie pubblicate sul sito del quotidiano Libero, a firma del giornalista Franco Bechis”,’ evento finanziato dal governo per ricordare l’ultimo giorno di pace prima dello scoppio della Grande guerra “è stato un concerto di 90 minuti dal titolo ‘Silenzio, si muore’”.

L’esibizione – continua il comunicato – “è stata aperta con il ‘Silenzio’ suonato dal trombettista Paolo Fresu, il quale ha poi proseguito con altri brani degli anni del primo conflitto mondiale, riarrangiati, selezionati ed eseguiti insieme con il musicista Daniele Di Bonaventura”.
Il totale dell’importo liquidato non sarebbe di 50mila euro per pochi minuti di musica, come denunciato da Bechis, ma ammonterebbe a 36.600 euro iva inclusa, e comprende “anche la direzione artistica dell’intero progetto internazionale ‘Il Silenzio’ che ha visto coinvolti, su proposta dell’Italia, altri 16 Paesi”.

A partecipare, infatti, c’erano anche Albania, Australia, Brasile, Bulgaria, Costa Rica, Grecia, Macedonia, Montenegro, Serbia, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Russia, Stati Uniti e Ungheria. Quello stesso giorno – conclude il governo - “trombettisti delle Nazioni allora belligeranti hanno suonato la stessa musica nei luoghi storicamente più significativi, in un ricordo corale delle vittime del primo conflitto mondiale, così come documenta il video realizzato e trasmesso da Rai Storia, mandato in onda anche da diverse emittenti televisive straniere”.

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