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Mamma parte per lavoro: bimba vive sola a 9 anni

  • Scritto da Effe_Pi

Bimba abbandonataNel cagliaritano una donna costretta dalla crisi a partire per il Nord ha abbandonato la bimba che viveva da tempo sola.

È possibile vivere da soli a 9 anni? Ovviamente no, anzi, è proprio a quell’età che si ha maggiore bisogno delle famiglia, dei genitori. Ogni giorno assistiamo sui media e nel mondo politico a polemiche su quale sia il tipo di nucleo familiare migliore per crescere un figlio, quali siano le norme più appropriate per regolare e come debbano essere applicate, ma il problema è forse a monte. Esistono ancora lo spirito familiare, quello materno e paterno, in una società così competitiva e dove, rispetto al passato, tante persone nate anche nella nostra terra faticano a sopravvivere? È una domanda che è legittimo porsi, quando si apprende la notizia che in un paese del cagliaritano una mamma è partita al Nord Italia per lavoro, lasciando a casa da sola per giorni la figlia di nove anni.

Da alcuni giorni, infatti, la piccola viveva accudendo se stessa, sempre pulita, ordinata e puntuale a scuola. Ma quando a una domanda della maestra ha risposto sinceramente "vivo sola, mamma è partita per lavoro", sono scattati gli accertamenti dei servizi sociali e dei carabinieri su questa incredibile situazione, venuta alla luce nei giorni scorsi perché la bimba non ha restituito alla scuola un documento che avrebbero dovuto firmare i genitori. Del fatto si è interessato anche il Tribunale dei Minori, anche se per ora nessun fascicolo è stato aperto.

Sulla vicenda è stato comunque mantenuto uno stretto riserbo, soprattutto per proteggere la serenità della minorenne, per la quale nel frattempo è stato deciso un affidamento provvisorio. La madre, costretta a partire in continente per poter lavorare, è stata avvertita di quanto accaduto ed è dovuta rientrare in Sardegna. L’ennesima triste vicenda dei tempi di crisi che arriva dalla nostra isola, dopo i tanti suicidi di lavoratori licenziati, imprenditori falliti e il rischio che un modello di convivenza che comunque, con tutti i suoi difetti, era fondato sulla solidarietà reciproca, finisca per dissolversi sotto i colpi di restrizioni economiche sempre più rigide.

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