Le api sarde decimate dalla siccità

  • Scritto da Alba

Anni fa c’era un bellissimo cartone animato che raccontava i disastri ambientali partendo dalla narrazione della vita delle api. Qualcuno ricorda Bee Movie? Oggi si potrebbe raccontare una storia simile nella nostra isola.

In Sardegna la siccità e il caldo di quest’estate hanno letteralmente decimato le api e di conseguenza hanno ridotto del 60% la produzione di miele. Sembra che le alte temperature abbiano indebolito questi strepitosi insetti. La Coldiretti ha lanciato l’allarme che coinvolge sia gli apicoltori sia i cittadini. Un docente dell’Università di Sassari ha ricordato che l’acqua è un elemento essenziale per la vita delle api. La sfruttano soprattutto per regolare la temperatura corporea.

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 L’allarme della Coldiretti, per quanto possa sembrare circoscritto, non è da sottovalutare. Infatti, la Banca Dati Anagrafe Apistica Nazionale, spiega che in Sardegna ci sono 2700 aziende dedite all’apicoltura per un totale di 65.000 alveari. Ognuno di questi produce circa 20 chili di miele. Se così tante api vengono a mancare, l’ecosistema dell’isola è compromesso. Si rischia di aumentare la desertificazione e di stressare oltremodo piante e fiori che producono nettare.

Il problema ambientale, continua la Coldiretti, impone una politica delle prevenzione. Scrive l’associazione di categoria: “Di fronte allo stravolgimento del clima è necessario passare dalla gestione dell’emergenza con enorme spreco di risorse, per abbracciare una nuova cultura delle prevenzione in un Paese che resta piovoso con circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua che cadono annualmente, ma che, per le carenze infrastrutturali, ne trattiene solo l’11%. Occorrono interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque con le opere infrastrutturali, potenziando la rete di invasi sui territori, creando bacini aziendali e utilizzando anche le ex cave e le casse di espansione dei fiumi per raccogliere l’acqua piovana.

Foto | Pixabay

 

 

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