Cozze Nieddittas: nessuna contaminazione da colera

  • Scritto da Anna Maria Cantarella

L'azienda tranquillizza i consumatori. Non c'è nessun rischio per la salute

Allarme rientrato per le cozze Nieddittas. Non ci sarebbero rischi di malessere o patologie associate al consumo delle cozze. È quanto tiene a far sapere la società CPA Arborea, produttrice delle cozze a marchio Nieddittas, che negli scorsi giorni sono state al centro di un allarme per la presenza del vibrione del colera su un campione analizzato in Toscana.

Dopo i controlli effettuati dalla Asl Toscana, Il Ministero della Salute aveva diramato un avviso nel quale invitava i consumatori a non consumare cozze vive e comunque a sottoporle sempre al controllo del Servizio igiene degli alimenti e nutrizione della Asl locale prestando massima attenzione ad un lotto in particolare,il n° NS-183778-17 del 17/11/2018 nelle confezioni da 1 Kg a marchio Nieddittas proveniente da Arborea raccolte nel Golfo di Oristano all'interno del quale era stata isolata la presenza del patogeno. La CPA però tiene a precisare che “le analisi hanno riguardato un solo lotto di prodotto, prelevato dalla ASL Toscana oltre un mese fa. In queste settimane non ci sono stati casi di malessere o patologie di alcun tipo associabili al consumo di cozze. In attesa del completamento di tutte le analisi e pertanto verosimile ritenere che il problema fosse inesistente o sia stato del tutto superato, anche in virtù del fatto che con la cottura il vibrio viene ucciso".

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L'Asl di Oristano ha immediatamente sospeso la raccolta delle cozze nell'allevamento da cui proveniva il lotto analizzato, ma ha consentito la commercializzazione di prodotti provenienti da allevamenti diversi. La società di Arborea però tiene a precisare che “tutte le cozze Nieddittas attualmente in commercio sono sane, provengono da allevamenti diversi da quello del lotto analizzato, e possono essere consumate in totale tranquillità". Contestato il metodo con il quale la Asl Toscana avrebbe effettuato i controlli, per altro rilevando la presenza del vibrione del colera solo uno specifico campione, ritirato non presso un vivaio della Sardegna ma in un punto vendita al dettaglio della Toscana mentre tutti gli altri lotti oggi in commercio non hanno riscontrato nessuna anomalia.

Nella nota diffusa, la società CPA Arborea sottolinea infatti che “l'analisi è stata eseguita in un'unica aliquota non ripetibile, con una procedura apparentemente non conforme alla prassi e non e stato dato il preavviso di 24 ore necessario per poter presenziare all'analisi. Appare inoltre insolito che non sia stato conservato un campione di prodotto per successive ulteriori analisi, dato che il vibrione non muore col congelamento, le confezioni presenti nella pescheria toscana erano 6 e pertanto non sembravano sussistere i presupposti per la necessita dell'analisi unica e non ripetibile".

I consumatori quindi possono stare tranquilli. Non c'è nessun reale rischio di contaminazione, né per la salute.

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