Funghi in Sardegna: in arrivo un’annata eccezionale

  • Scritto da Anna Maria Cantarella

Porcini e ovuli abbondano ma l’isola non ha ancora una legge che regolamenti la raccolta e tuteli la biodiversità dei boschi

 

Le piogge numerose e il caldo umido hanno creato l’ambiente perfetto per i funghi che quest’anno abbondano nei boschi della Sardegna. Porcini, ovuli, ma anche altre specie importanti della stessa famiglia come il Boletus legaliae, il Boletus rhodopurpureus, e poi altri funghi come gli Hebeloma e le Amanite. Le piogge consistenti di questo fine estate hanno risvegliato la parte vegetativa dei funghi e la stagione autunnale sarà sicuramente molto ricca, considerato che già i primi funghi cominciano a vedersi nelle zone di montagna come Desulo, Tonara e Fonni e stanno spuntando anche nelle zone collinari della Gallura e del Nuorese.  

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L’annata 2018 sarà sicuramente ottima ma non mancano le criticità. In particolare, il problema riguarda le leggi sulla raccolta dei funghi e la tutela degli ambienti dove questi crescono. La Sardegna, purtroppo, è l’unica regione italiana a non avere un regolamento o una legge che imponga limiti alla raccolta. Il micologo Renato Brutzu spiega che l’isola è vittima di un vuoto normativo che rischia di fare gravi danni alla quantità, la qualità e la ricchezza della biodiversità dei boschi sardi. Secondo Brutzu, intervistato da ANSA: “qui è il Far West e tanto ben di Dio è preda di raccoglitori inesperti che saccheggiano i boschi in spregio alle norme di etica ambientale e di elementare educazione, senza sapere che cosa vanno a raccogliere, se sono commestibili o velenosi”.

Il vuoto normativo è grande ed è per questo che il micologo Brutzu è stato chiamato dalla commissione regionale Agricoltura e Ambiente a dare il suo contributo alla stesura di una legge che sarà discussa in Aula. Una legge che secondo il micologo è considerata impopolare ma che risponderebbe ai bisogni di numerosi sindaci che per tutelare il loro territorio hanno dovuto emanare delle ordinanze illegittime. Tra l’altro, avverte Brutzu, andare per funghi senza essere adeguatamente preparati è dannoso per l’ambiente che viene privato senza controllo non solo delle specie commestibili ma anche di quelle velenose, che vanno comunque rispettate. E poi il micologo ricorda anche altri problemi, come l’invasione dei boschi, animali spaventati, cancelli e muretti a secco abbattuti per entrare nelle proprietà private. Continua Brutzu: “e non ci sono limitazioni al prelievo dei funghi come avviene invece in tutte le altre regioni, è una corsa sfrenata a riempire cassette e cofani delle auto da esibire poi agli amici o sui social: un vezzo sgradevole, con la beffa che tanto prodotto finisce nei cassonetti dell'umido. L'anarchia è totale. È ora di porre rimedio, ce lo chiede la natura".

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