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È guerra al finto Cannonau dal Veneto

  • Scritto da Effe_Pi

Vitigno SardegnaLa Confederazione degli agricoltori sardi ha denunciato all'Ispettorato addetto la vicenda del vino dell'isola prodotto in Veneto con la Sicilia sull'etichetta.

È guerra contro il Cannonau veneto spacciato per sardo. A lanciarla è l’associazione Copagri della Sardegna, che ha presentato una denuncia all'Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari "affinché prenda gli opportuni provvedimenti". La Confederazione dei produttori agricoli "dice no al Cannonau veneto spacciato per sardo, in generale alle truffe ai danni dei prodotti isolani, e si prepara a dare battaglia". La vicenda è venuta alla luce a ridosso delle feste natalizie, quando sono state messe in commercio bottiglie di "Cannonau di Sardegna Doc" prodotte dalla Cantina di Cazzano di Tramigna in Veneto, con l'etichetta che, al posto della Sardegna, riportava l'immagine della Sicilia.

"Tutto fa supporre che si tratti di una vera e propria truffa - dichiara il presidente della Copagri Sardegna, Ignazio Cirronis - che va perseguita a norma di legge. Il disciplinare di produzione del Cannonau di Sardegna Doc prevede che le uve siano prodotte in Sardegna e solamente nella nostra Isola. Va precisato inoltre che, con la modifica del disciplinare approvata nel 2011, si è stabilito che anche l'imbottigliamento del Cannonau debba avvenire all'interno della Sardegna". Il coordinatore regionale di Copagri, Pietro Tandeddu, ricorda che il ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro "emanò uno specifico decreto (dell'11 dicembre 2007 e tuttora vigente), dove si prevede che l'utilizzo del vitigno Cannonau e sinonimo Cannonao sia riservato all'esclusiva designazione e presentazione dei vini Doc e Docg della Regione Sardegna". Non è certo la prima volta che i prodotti non sardi vengono spacciati come tali, ma sicuramente questo è uno dei casi più clamorosi oltre che di quelli contraffatti peggio, e potrebbe diventare una battaglia “simbolo” per la difesa del “made in Sardinia” agroalimentare.

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