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InViaggio - New York: non una città per bionde

  • Scritto da Effe_Pi

New York CityNew York tra cinema, immaginario collettivo, musica, arte una meta affascinante ma difficile da scoprire davvero.

On a rooftop in Brooklyn, one in the morning, watching the lights flash, in Manhattan.
I see five bridges, the empire state building.
And you said something that I’ve never forgotten.
We lean against railings describing the colors and the smells of our homelands, acting like lovers.
How did we get here? To this point of living?
I held my breath, and you said something.
And I am doing nothing wrong riding in your car, your radio playing, we sing up to the eighth floor.
A rooftop in Manhattan, one in the morning. When you said something that I’ve never forgotten.
When you said something that was really important.

Da capitale a Capitale. Da Roma a New York. Nessuna missione, solo cercare di capire cos’è che rende tanto speciale questa città nell’immaginario collettivo, femminile e non. Perché non ci credo che sia solo questione di moda e shopping. Perché secondo me New York non rappresenta più di altre città americane quel sogno che gli emigranti europei speravano di avverare arrivandoci. E non credo sia giusto considerarla solo come contenitore di storie viste e riviste nei film e nelle serie. Da Bionda, stavolta un po’ meno Bionda, vi racconto la mia New York.

Affitto un appartamento in uno stabile dell’Upper East Side  a Manhattan, questa sarà la mia base per 7 giorni, scelta decisamente più pratica ed economica rispetto ai classici alberghi, che a New York si sa, sono spesso di scarsa qualità. Privilegiare la posizione in ogni caso è fondamentale quando si viaggia da sole. Le prime ore sono un incubo, mi sento piccola e spaesata circondata da edifici troppo alti, tanto da dover applicare il metodo “anti-vertigine all’inverso” ovvero non guardare in alto e… un po’ funziona!
Per capire qualcosa di più di questa città scelgo di seguire la guida che consiglia come prima tappa l’Empire State Building. Qui mi si apre davanti agli occhi la spettacolare vista della città a 360°. Decisamente va meglio, da quassù tutto sembra piccolo e vicino e mi sembra di vederli tutti, uno per uno quei quasi 8 milioni di abitanti divisi tra Manhattan, Bronx, Brooklin, Queens e Staten Island.

Solo adesso mi sento pronta, rinchiudo la guida nello zaino e scendo in strada tra di loro, inizio dal Five Pointz, un complesso industriale situato a Long Island City, nel quartiere Queens, dove i graffiti sono permessi. Il nome fa riferimento ai 5 quartieri di New York e ne scrivono come di “un collage vivente di graffiti che ricoprono un magazzino, come uno studio di un artista". Mi perdo di nuovo, ma stavolta invece che in altezza, tra i colori e nelle forme. La cultura hip hop non mi appartiene ma a questo punto inizia ad affascinarmi. Per recuperare cammino per qualche isolato e raggiungo il P.S.1 Contemporary Art Center. Centro espositivo affiliato al MoMA aperto in una vecchia scuola agli inizi degli anni ‘70, questo spazio ha mantenuto lo stile scolastico originale. Le mostre qui si susseguono in continuazione e in estate organizzano anche dei pomeriggi di musica elettronica, un buon motivo per tornare. L’ultimo piano poi, illuminato da James Turrell, somiglia per davvero all’ultima stazione prima del paradiso, ma meglio tornare sulla terra per il momento, sono pur sempre a New York!

Inizio ad ambientarmi e le strade che percorro a piedi per rientrare alla mia base mi sembrano già familiari, capisco che la Grande Mela forse si è rotta le palle di essere morsa. E’ lei ad ingoiarti senza neanche masticare e solo quando ha iniziato a digerirti ti ci senti dentro davvero. Viva. Sono le innumerevoli differenze culturali della gente che ci vive a renderla così speciale e unica, e la mela si nutre di tutta questa energia per continuare a crescere. Che sensazione strana sentirsi parte del meltin’pot, non posso non scoprire se qualcuno della mia famiglia è sbarcato ad Ellis Island. Sotto la Statua della Libertà tira un forte vento, forse è ancora così forte per cancellare l’orrore passato dai milioni di migranti sbarcati. Mi pare di sentirla quella paura e quasi quasi, questa New York, non mi piace più.

No, non mi piace proprio più, io ce l’ho messa tutta giuro, ma passeggiando lungo la Broadway da Battery Park verso nord, passando vicino al World Trade Center vedo solamente persone sole che corrono col loro caffè in mano e l’espressione sui loro visi sembra piuttosto triste e preoccupata. Prendo la metro e vado a prendere un po’ d’aria buona a Central Park. Peggio che mai. Corrono tutti pure qui! Perché? Il tempo è anche buono. No, i newyorchesi corrono. Che nervi. Trovo un piccolo angolo di pace su una panchina dello “Strawberry Fields”, proprio di fronte al palazzo Dakota dove nel ’67 venne girato Rosemary’s Baby e nell’’80 fu ucciso John Lennon, si trova questo giardino a forma di lacrima dedicato appunto a John. Al lato del mosaico con la scritta “Imagine” quasi mi commuovo per il silenzio che in questa città è una vera rarità.

Neanche in musei come il famosissimo Gugghenheim o il MoMa, dove finalmente posso ammirare le opere dei miei artisti preferiti trovo lo stesso silenzio, tutto è chiassoso, disordinato e disorientante. Mi dirigo verso la High Line, la ferrovia sopraelevata nella parte ovest di Manhattan lunga più di 2 km sopra West Chelsea e il Meatpacking District scampata alla demolizione. Qui è in atto una notevole operazione di recupero e infatti riesco a passeggiare solo per il primo tratto e mi ricorda la Promenade Plantée parigina. E’ qui che rifletto sull’anima di New York: probabilmente sono io a non riuscire a coglierne la vera essenza e ad apprezzarla per quello che è.

Forse è davvero solo la città della moda, dello shopping e dei film.

O forse questa non è una città per bionde dentro.

Annie Londonderry

Little tips:

Dove dormire: www.travelzoo.com

Tutte le informazioni turistiche su: http://www.nycgo.com/

Non è vero che New York è cara: http://www.nycgo.com/free/ http://nyc.lifebooker.com/welcome

Cosa non perdere: http://momaps1.org/visit/ http://www.thehighline.org/galleries/images/high-line-flickr-pool?page=1

Per spostarsi facile facile: http://it.citypass.com/?cp_overref=

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