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Alluvione e giornalismo tra record e scie chimiche

  • Scritto da Effe_Pi

scie chimicheL'Unione Sarda rivendica il suo record di contatti, e i complottisti attaccano: disastro da scie chimiche.

Contatti da record, con circa 5mila visitatori contemporaneamente sul sito. Se ne è vantata l’Unione Sarda, in un articolo pubblicato sul web il 18 ottobre poco dopo le 17, proprio mentre nell’isola si verificava il disastro causato dal ciclone Cleopatra con 16 morti. Il più storico e importante dei quotidiani sardi ha titolato “record di accessi premiate le news sul maltempo”, una rivendicazione che certo non è il massimo, dal punto di vista dello stile, visto che probabilmente molti dei quasi 5mila lettori cercavano informazioni su una vera e propria emergenza che rischiava di togliergli la vita o distruggere le loro case. Purtroppo, il web ha la memoria lunga, e nonostante i responsabili dell’Unione abbiano successivamente provveduto a rimuovere l’articolo, ormai erano in tanti ad averne fatto uno screenshot (immagine dello schermo) che ora impazza sul web e che potete vedere in fondo alla pagina.

La parte essenziale del testo recitava: “Unionesarda.it sempre più in prima fila per l’informazione in tempo reale su quanto accade in Sardegna. Questo pomeriggio, con la Sardegna sferzata dal maltempo e con i sardi a caccia di notizie, nel nostro sito abbiamo raggiunto la punta record di visitatori, 4963, tutti insieme nello stesso momento, così come certificato da Google Analytics”. Insomma, c’è chi accusa la Protezione civile, la Regione o il governo di aver sottovalutato i bollettini meteo, ma sicuramente chi l’aveva presa un po’ sotto gamba era il sito del quotidiano, non rendendosi conto che vantarsi dei risultati di traffico ottenuti durante una vera e propria strage poteva essere quantomeno inopportuno.

Ma l’evento tragico in Sardegna ha scatenato anche i fautori delle “teorie del complotto” che impazzano soprattutto su internet: così, sono tanti i post e gli articoli che attribuiscono le devastazioni del ciclone a operazioni di “guerra ambientale” portati avanti da potenze straniere, in particolare dagli Stati Uniti, approfittando anche del fatto che l’isola da decenni paga un grosso tributo all’alleanza con gli americani, da Quirra in giù. Tra i più famosi sostenitori della teoria che per semplicità può essere definita delle “scie chimiche” c’è sicuramente il giornalista Gianni Lannes, che ha pubblicato l’articolo “Sardegna: obiettivo di guerra ambientale targata Usa”. Qui si legge, tra le altre cose, di un “disastro pianificato a tavolino dagli alleati di Washington sotto l’ombrello Nato”, quando nei giorni precedenti al ciclone un’attività “di irrorazione chimica a bassa quota nel cielo con alluminio e bario ha reso l’aria estremamente elettroconduttiva”. I velivoli che hanno portato avanti l’operazione sarebbero decollati “dall’aeroporto militare della Nato di Decimomannu a Cagliari”, e l’articolo prosegue poi con un excursus storico sulle apparecchiature per queste guerre ambientali e sull’occupazione militare della Sardegna, per concludere invitando “il capo della Procura della Repubblica di Cagliari ad aprire con estrema celerità e determinazione un’indagine a 360 gradi sul crimine in atto contro la popolazione inerme”.

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