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Weekend coi monumenti aperti: 80 appuntamenti in Sardegna

  • Scritto da Effe_Pi

Tornano le Giornate europee del patrimonio e l'isola è tra le regioni capofila con viiste guidate in decine di siti sparsi su tutto il territorio.

Tornano le Giornate Europee del Patrimonio, e anche quest’anno la Sardegna è tra le regioni capofila, con l'apertura (oltre ai musei nazionali) di oltre ottanta siti, coinvolgendo sul territorio regionale oltre un migliaio di operatori culturali pubblici e privati. Un’offerta ampia che vedrà protagonisti comuni, musei, archivi, biblioteche, fondazioni, associazioni culturali e cooperative.
Molti gli appuntamenti a Cagliari, a partire dall’apertura straordinaria e le visite dell'Ospedale San Giovanni di Dio, dello Spazio Santa Croce (ex Isola) sul Bastione Santa Croce e della Basilica di San Saturnino. Il tutto nel prossimo imperdibile weekend, quello del 24 e 25 settembre, con una tradizione che si ripete ormai da 25 anni, per “potenziare e favorire il dialogo e lo scambio in ambito culturale tra le nazioni europee”.

A Cagliari, in particolare, l'Ospedale San Giovanni sarà aperto al pubblico sabato dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 con servizio di visite guidate a cura dell’Associazione dei dipendenti dell’Azienda ospedaliero universitaria di Cagliari, Mariposa; lo Spazio Santa Croce, nel quartiere di Castello, sarà aperto sabato dalle 16 alle 20 e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 a cura di Imago Mundi; la Basilica di San Saturnino, in piazza San Cosimo nel quartiere di Villanova, aprirà solo nel pomeriggio di sabato 24 dalle 15.30 alle 19. E proprio la Basilica, tra i siti cittadini più importanti, sarà raccontata al pubblico grazie alla disponibilità del corpo docente e degli studenti del Liceo Artistico di Cagliari. Sono in programma anche due speciali visite guidate con due tra le maggiori esperte del monumento, prima alle 16 con Nicoletta Usai, docente di Arte e Archeologia Bizantina all’Università di Cagliari e a seguire, alle 17, sarà la volta di Rossana Martorelli, presidente della Facoltà di Studi Umanistici e docente di Archeologia cristiana e medievale sempre nell’ateneo cagliaritano.

Ma i monumenti saranno aperti anche nel resto della Sardegna: nel Sulcis ad esempio si va dal Museo archeologico MAB di Sant’Antioco al Parco di Monte Sirai a Carbonia, fino al Complesso nuragico di Seruci di Gonnesa e all’Antico mulino ad acqua Licheri di Fluminimaggiore, mentre nel Medio Campidano spiccano gli appuntamenti di Siddi, con la conferenza “In vino veritas: breve storia della vite e del vino in Sardegna” e “La vite e il vino dai nuraghi fino ai nostri giorni” al Museo Genna Maria di Villanovaforru. Nel nuorese, oltre alle iniziative per le celebrazioni deleddiane, tra gli altri si potranno visitare il Museo delle Maschere Mediterranee di Mamoiada, l’ Antiquarium e il Santuario nuragico di Janna ‘e Pruna e di Su Notante ad Irgoli, il Complesso di Romanzesu a Bitti, e il “centro del megalitismo” al sito di Biru 'e concas di Sorgono, mentre Oristano offre “Mascheradas e Sortillas: spettacoli, feste e costumi della Sardegna Barocca, dall’epoca spagnola all’età sabauda” al Teatro San Martino, e la mostra fotografica “L'ombra di Lord Vernon fra le rovine di Tharros” all’ Antiquarium Arborense nonché, in provincia, tra l’altro una visita guidata alla Tomba Dipinta di Mandras ad Ardauli. Questi sono comunque solo una parte degli eventi previsti, la cui lista completa con i dettagli è leggibile sul sito del Ministero dei beni culturali, a questo indirizzo.

Foto: Pixabay | CC0 Public Domain

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