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PERE UBU: VIRTUOSI DEL SURREALE

  • Scritto da Effe_Pi

Pere UbuIn concerto a Bologna un mito dell'underground musicale degli ultimi decenni.

 Continuano a stupire i Pere Ubu, ormai a distanza di ben 35 anni dall’uscita del capolavoro new wave The modern dance. Nel 2013 del nucleo originario resta unicamente David Thomas, cantore apocalittico e allucinato che continua con la nuova line-up a incidere album di tutto rispetto come l’ultimo The Lady From Shangai. La data bolognese è una delle due previste per il tour italiano e si inserisce nell’interessante cartellone di Vicolo Bolognetti, ormai un’istituzione musicale dell’estate felsinea; l’ingresso è ‘up to you’, coerentemente con lo stile di una band underground tanto nelle sonorità quanto nella visibilità al grande pubblico. A vederli sul palco, sembrano usciti da un’allegra fattoria dell’Ohio, David Thomas in camicia a quadri e bretelle a cingere la sua grossa pancia, in tutto simile a quella del padre Ubu, scalcagnato re nato dalla penna del drammaturgo surrealista Alfred Jarry dal quale la band prese nome – e ispirazione- nel lontano 1975. Ai sorsi di vino rosso Thomas alterna le sue liriche distorte, che declama rigorosamente da seduto mentre ipnotiche session cadenzate da rumorismi e colpi (!) di basso incantano il pubblico: il suono perfetto nella sua dissonanza, la voce incastonata alla perfezione nelle maglie della dark dance. L’afa serale non distoglie gli astanti dall’ondeggiare vorticosamente: il risultato sonoro è onirico, virtuosamente surreale.

And I care about dream
The terrible thing that I did in that dream
The thing that woke me up

I ask myself, did I do that terrible thing only in my dream?
Or is the dream simply a hard brink bit of self-deception
When in I dream that I only did the terrible thing that I did
In a dream

What part of the dream is true?
What part of the truth is a dream?


I Pere Ubu si confermano all’altezza di quel nome storico e leggendario che da decenni si pronuncia con tono di misteriosa osservanza e ammirazione. E purtroppo in Italia quasi sempre in modo errato, in virtù del vecchio principio per cui si-legge-come-si-scrive.

S. D. 

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