Nell'ultimo mese

A tutto Carnevale da Venezia fino ai Mamuthones

  • Scritto da Effe_E

Mamuthones di Mamoiada | Foto Augusto Cherchi (© BY-NC-ND 3.0 IT)

Viaggio tra le maschere d’Italia: c’è Cento gemellata con Rio, quello attuale di Viareggio e i travestimenti inquietanti della Sardegna

da La Stampa

di FRANCESCO OLIVO

Quelle immagini della maschere perquisite a Venezia non devono sviare: Carnevale è Carnevale, non c’è allarme che tenga. D’altronde si è festeggiato in momenti peggiori di questo, guerre, carestie, occupazioni militari.

La Laguna
Il viaggio in giro per le feste non può che partire dalla Laguna, lo richiede l’attualità e soprattutto la storia. Una volta rimesse le maschere dopo il controllo di polizia davanti al Ponte dei Sospiri, tutto è come sempre: l’angelo è volato domenica scorsa, in attesa di un martedì grasso (il 9 febbraio) pieno di appuntamenti: alle 8.30 si parte da Palazzo Ducale, si prosegue con la premiazione della migliore «Maria», sempre in piazza San Marco alle 16,30 e chiusura alle 21 all’Arsenale, con il banchetto del Re. Tra le calli si dice che sotto qualche Balanzone si celino gli agenti, i più allarmisti temono che fantomatici miliziani nascondano l’identità conciati come personaggi di Goldoni, ma in fondo l’inquietudine fa parte del mistero.

Guercino e donne di Rio
Scendendo di quasi 150 chilometri, si arriva a Cento, provincia di Ferrara, ma con grande influenze bolognesi. Il suo carnevale è uno dei più antichi, immortalato dagli affreschi del Guercino, scalfito, ma non piegato dal terremoto del 2012 e gemellato con quello di Rio de Janeiro (l’arrivo delle ballerine brasiliane è accolto sempre con ampi sospiri). I carri allegorici delle sei società carnevalesche lanciano dolci, gonfiabili e peluches, il rogo di una maschera di cartapesta, Tasi che tiene al guinzaglio una volpe, conclude le celebrazioni. La palma di carnevale più antica di Italia è, neanche a dirlo, assai contesa. I titoli, Venezia a parte, sembrerebbe possederli Fano, provincia di Pesaro Urbino, dove le maschere precedono la quaresima sin dal 1347. Lo scorso fine settimana in 70 mila si sono presentati per vedere sfilare i carri, un incidente ha rotto il cerimoniale: il vento ha decapitato un enorme Papa Francesco di cartapesta.

I Mamuthones
I massimi interpreti dell’attualità risiedono a Viareggio. Quest’anno, si comincia domenica prossima, tocca a Matteo Renzi (ritratto come un alchimista) e Maria Elena Boschi, Matteo Salvini diventerà un nobile del Settecento. A Viareggio le sfilate proseguono anche durante la Quaresima, cosa consentita anche a Milano, che in virtù del rito ambrosiano, rinvia la Quaresima e prolunga le feste per altri quattro giorni, fino al sabato. Per trovare un volto meno gioviale del carnevale bisogna andare nella Sardegna profonda, a Mamoiada, dove i protagonisti sono Mamuthones e Issohadores, maschere inquietanti e di gran fascino della tradizione barbaricina. Sfilata domenica prossima (ore 15.30) e martedì (ore 15) l’uscita sarà in grande stile. Arrivare a Mamoiada non è semplicissimo per i forestieri, è fondamentale avere un’auto, da Nuoro si impiegano venti minuti e da Olbia un’ora e mezza.

La festa anticlericale
Lo spirito laico è ben presente a Poggio Mirteto, paese della Sabina, a circa 60 chilometri da Roma, che ospita il cosiddetto Carnevalone liberato, in memoria della lotta della popolazione per aderire al Regno d’Italia, nel 1861. Le celebrazioni anticlericali si svolsero fino alla firma dei Patti Lateranensi nel 1929, poi fu impedito dal fascismo. Ripristinato nel 1977 oggi è meta di un pellegrinaggio costante, specie nell’ultima domenica prima della quaresima. Altro capitolo fondamentale della tradizione italiana sono le Propaggini di Putignano (Bari), il rito antichissimo (fine del XIV secolo) con il quale i contadini salutavano le reliquie di Santo Stefano. La festa comincia subito dopo Natale ed entra nel vivo il 17 gennaio, il giorno di Sant’Antonio. Sempre al Sud, impossibile non citare le feste di Sciacca (Agrigento), Acireale (Catania), Manfredonia (Foggia) e Massafra (Taranto).

Colonia e Cadice
Il turismo carnevalesco ha delle mete certe anche nel resto d’Europa. Le strade di Colonia, in Germania, al centro di bruttissime vicende nella notte di Capodanno, tornano allegre in questi giorni. Durante il Weiberfastnacht, le donne hanno il permesso di tagliare le cravatte agli uomini. Una volta (almeno) nella vita bisogna provare l’emozione di assistere al carnevale di Cadice, nel Sud della Spagna. Superato lo Stretto di Gibilterra, il vento di levante fa diventare tutti un po’ matti e in questi giorni la follia sale al potere: per le strade e nei teatri risuonano le chirigotas, le filastrocche in rima, dal sapore libertario. Andando ancora più a Ovest, c’è l’altro appuntamento spagnolo da non perdere: il Carnevale di Las Palmas alle Canarie, la commistione di riti e colori è assicurata dalla posizione geografica: Europa, davanti alle coste dell’Africa, sulla strada per le Americhe.

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