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Nuoro celebra Grazia Deledda e Sebastiano Satta

  • Scritto da Effe_Pi

Deledda Satta NuoroPer la giornata deleddiana celebrati la scrittrice premio Nobel e il poeta, rivalutati negli ultimi anni dopo decenni in cui venivano trascurati da cultura "ufficiale" e scuola.

Il poeta celebrava i personaggi rendendoli miti assoluti, la romanziera li metteva in relazione con i contesti sociali: Sebastiano Satta e Grazia Deledda, entrambi nuoresi e quasi coetanei, il primo del 1867 lei del 1871, sono due pilastri della rappresentazione identitaria dei sardi e Nuoro li ha voluti celebrare entrambi, in occasione della Giornata deleddiana. Il 10 dicembre è la ricorrenza dell'ottantasettesimo anniversario del Nobel per la letteratura alla scrittrice, mentre pochi giorni fa ricorreva il centesimo anniversario dalla morte di Satta.

L'Istituto Etnografico superiore (Isre), in collaborazione con il Comune di Nuoro, ha promosso una giornata di studi sui due letterati con vari studiosi. "Sebastiano Satta e Grazia Deledda operavano nei medesimi contesti e nelle loro opere traspariva il comune interesse per la descrizione della Sardegna nei suoi vari aspetti – ha spiegato Duilio Caocci, docente di Letteratura italiana e sarda nell'Università di Cagliari - ma mentre Satta assolutizzava le figure, quella del pastore ad esempio, Deledda lo metteva in relazione con quella dell'ambiente circostante".

In questi ultimi anni “c'è più attenzione alla letteratura locale ma in passato non lontano questi autori erano considerati una distrazione nella scuola - ha ricordato il saggista Ugo Collu -. Nella seconda metà degli anni '60 ottenere all'Università una tesi su Sebastiano Satta o sul Premio Nobel Deledda era un'impresa impossibile, si veniva tacciati di provincialismo, eppure i libri di Deledda sono stati tradotti in oltre 20 lingue".  Il sindaco di Nuoro, Alessandro Bianchi, ha sottolineato la grandezza dei due intellettuali nel periodo in cui "una piccola città della Barbagia si andava affermando nella cultura regionale e nazionale, tanto che veniva considerata l'Atene sarda".

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