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Sagra de s'antunna a Norbello: chef, musica e qualche sorpresa - Video

  • Scritto da Paolo Ardu

Una cronaca dell'undicesima edizione della kermesse che si è tenuta 23 e 24 aprile a Norbello, la “Sagra de s'Antunna – sapori di primavera” dedicata al popolare fungo.

Il sabato negli stand culinari allestiti in Piazza Monumento, alcuni chef hanno interpretato i piatti a base di Antunna, il pleurotus eryngii (nome scientifico) o cardoncello, fungo spontaneo o di allevamento molto diffuso in diverse parti d'Italia (Basilicata, Puglia e Sicilia) e in gran quantità anche in Sardegna.
Sulle note rock anni '70 della chitarra-voce-armonica di Alberto Sanna, gli chef Roberto Porceddu (“Antica Dimora del Gruccione” di Santu Lussurgiu), Roberto Serra (“Su Carduleu” di Abbasanta), William Sanna (“Valparaiso” di Ghilarza) e Pier Luigi Fais (“Framento” di Cagliari) hanno interpretato la cucina de s'Antunna con panini e assaggi stuzzicanti per tutti, preparando anche menù a base di sole verdure o impasti di pizza con farine senza glutine.

In piazza, poi, ad accompagnare i piatti a base di funghi, la birra artigianale Horo, prodotta a Sedilo in quelli che furono i locali di un vecchio tzilleri, l'osteria sarda, e presso s'Istadda 'e tziu Tola una trentina di vini norbellesi in rassegna, valutati e premiati dalla giuria dei membri dell'Onav, l'associazione di assaggiatori di vino di Oristano.
Ed è proprio per i funghi epigei, ovvero quelli spontanei (freschi e conservati), che le istituzioni locali, con la partecipazione delle Unioni dei Comuni di Guilcer, Barigadu e Montiferru, hanno approvato di un documento volto a regolamentarne la raccolta, talvolta indiscriminata e frequentemente al centro di polemiche per la minaccia che questa arreca all'habitat naturale del micete.  Organizzata dalla Pro Loco e dal Comune in collaborazione con l'Associazione Micologica locale, la Regione Sardegna e l'associazione Borghi Autentici, nel paesino del Guilcer la sagra ha visto una buona partecipazione di pubblico alle diverse manifestazioni, dalla corsa podistica a quelle enogastronomiche. Ma non solo.

Non solo Antunna

Dai modellini di nuraghe presenti a Casa Marceddu per la mostra permanente “Ci fu un tempo” realizzata dall'artigiano locale Ignazio Mele, all'iniziativa organizzata da Alberto Marceddu e la sua famiglia presso la ex Casa Deriu, inspiegabilmente assente nella locandina ufficiale delle manifestazioni.
In questa antica dimora padronale dalla suggestiva corte interna, l'artigiano Graziano Porcu ha preparato i ferri, pronti alla ferratura di alcuni cavalli.
Durante i due giorni, su questo selciato sospeso nel tempo, una volta appartenuto ai signori Dario Deriu e Lina Delunas, hanno rivissuto i gesti antichi del maniscalco, che servivano a proteggere gli zoccoli degli animali dall'eccessivo consumo. Un'attività oggi quasi scomparsa, ma presente e diffusa in Sardegna prima dell'arrivo della civiltà a gomme e motori. “Un'iniziativa nata per dare un'opportunità ad una persona che stimo, anche come artigiano che preserva dall'estinzione un'arte antica” – ha detto Alberto.

Poi ancora musica e maschere, quelle tradizionali. Dalla rassegna curata dall'Associazione Più Sardegna di Abbasanta, a cui hanno partecipato una decina di giovani musicisti con i loro strumenti (organetti e fisarmoniche), all'esibizione del gruppo Nuova Armonia (Giacomo Crobu, Francesco Fais e Nicola Spiga).
A chiudere la manifestazione una sfilata delle maschere carnascialesche di Mamoiada, Olzai, Neoneli e Samugheo (Mamuthones e Issohadores de Mamoiada, Maimones, Murronarzos e Intintos de Orzai, sos Corriolos de Neoneli e sos Mamutzones de Samugheo) per un'edizione di una sagra che, anche grazie ad alcune iniziative originali, intende rinnovarsi rispetto al passato.

Nell'immagine sotto, quattro dei giovani musicisti della rassegna. In alto a destra Luca Oppo di Ghilarza, a sinistra Luca Cocco di Ardauli, mentre in basso, da destra a sinistra, Matteo Scano di Santu Lussurgiu e Michele Deledda di Ghilarza (foto via Facebook)

 

 

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