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Regionali 2014: Programmi su infrastrutture e trasporti

  • Scritto da Andrea_Demurtas

Sardegna 2014 Infrastrutture e trasportiPiano trasporti, hub, low cost: tante idee, poca coerenza.

Dall’analisi dei programmi dei vari schieramenti, appare chiaro che i candidati hanno deciso di rendere pubbliche le loro strategie con un livello di dettaglio molto differente.

Cappellacci e Sanna si limitano a proporre “azioni forti” e “di qualità” per il miglioramento della dotazione infrastrutturale, senza entrare nel dettaglio rispetto a strategie ed obiettivi concreti. Entrambi fanno riferimento a tariffe agevolate ed ad un ruolo più attivo della Regione Sardegna. Cappellacci nomina anche voli low cost e divario digitale (senza comunque chiarire quali azioni intenda portare avanti). Curiosamente Cappellacci non cita la Zona Franca con riferimento a infrastrutture e trasporti, a differenza di Sardegna Possibile e, ovviamente, del Movimento Zona Franca.

Pigliaru, Murgia, Devias e Pili hanno deciso di illustrare le loro strategie nel dettaglio, presentando obiettivi più o meno specifici per diverse modalità di trasporto e, in genere, basando le loro proposte sull’analisi della situazione esistente. Tutti e quattro individuano la necessità di adottare un “Piano Regionale” che permetta di coordinare azioni mirate alle diverse tipologie di trasporto e che affronti sia la questione della mobilità interna che verso l’esterno dell’isola. Il coordinamento si dovrebbe estendere ad un sistema di tariffe integrato, che semplifichi e razionalizzi il costo di diverse tipologie di trasporto che faciliti gli scambi intermodali. Un altro tema comune ai quattro è il rilancio del trasporto merci, che porterebbe la Sardegna ad operare come un hub mediterraneo, allontanandosi dall’ormai monopolistico trasporto su gomma, a favore di treni e navi (spesso con riferimento alle “autostrade del mare”).

Murgia e Pili individuano nel settore turistico un fattore fondamentale per lo sviluppo della Sardegna, da incentivare con l’incremento di voli low cost e migliorando la mobilità interna; i due comunque propongono un modello di sviluppo turistico molto differente: rispettoso dell’ambiente e volto alla valorizzazione delle tradizioni locali per la Murgia; su scala industriale per Pili. Solo Pigliaru fa esplicito riferimento a reti europee per il trasporto e alla necessità di incentivare tipologie di trasporto sostenibile, anche se Devias propone vari interventi chiaramente indirizzati a rilanciare il trasporto pubblico ma senza identificare vantaggi ambientali che ne deriverebbero. Per gli indipendentisti di centrodestra, considerazioni di carattere ambientale sarebbero da considerare per la priorità di nuovi investimenti. Pigliaru è l’unico a proporre azioni concrete per la connessione a banda larga (infrastrutture di comunicazione) e sembra tenere conto del fatto che esistono limiti nella quantità dei fondi disponibili (“interventi mirati ed adeguati”). Dell’idea opposta, invece, è Pili, che vorrebbe vedere uno sviluppo infrastrutturale massiccio, lungo tutti i fronti e in tutte le direzioni.

In conclusione, è possibile individuare vari temi trasversali ai vari schieramenti, quali il Piano Regionale Trasporti, il rilancio del movimento merci, la mobilità delle zone interne, le tariffe low cost e la necessità di intervenire sulla rete ferroviaria e stradale.

Tutti sono d’accordo sul fatto che la Regione Sardegna debba svolgere un ruolo più attivo durante le contrattazioni con le aziende di servizio pubblico e che sia necessario rimuovere vincoli burocratici all’utilizzo dei fondi disponibili, sveltendo le procedure e concludendo lavori iniziati ormai da anni. Però, è necessario evidenziare che, dal punto di vista pratico, alcuni programmi (in particolare quello di Pili) appaiono eccessivamente ambiziosi e di dubbia fattibilità; Murgia, Devias e soprattutto Pigliaru presentano obiettivi più realistici e definiscono le strategie per raggiungerli; altri, semplicemente, non indicano azioni pratiche (Cappellacci e Sanna).

Appare chiaro che, per quanto riguarda trasporti e infrastrutture, la vera differenza tra gli schieramenti è da ricercarsi nel livello di coerenza, chiarezza e dettaglio espresso dai vari programmi.


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TABELLA RIASSUNTIVA


Cominciamo il domani  Pigliaru Basato su una profonda analisi dei problemi, ma anche delle opportunità, è sicuramente il più dettagliato. È anche l’unico documento che includa numeri e dati relativi alla situazione attuale. Il centrosinistra identifica l’insularità come problema centrale, responsabile della lesione del diritto alla mobilità e del rallentamento dello sviluppo economico, aggiungendo costi e tempo alle imprese sarde. L’insularità si supera con interventi pianificati all’interno di una strategia regionale, che definisca e coordini interventi mirati alle diverse tipologie di trasporto (stradale, marittimo, aereo e ferroviario), alle diverse realtà (aree urbane verso zone interne) e con una visione di sviluppo e di intervento infrastrutturale a lungo termine, piuttosto che proseguire con interventi assistenziali a breve termine. È l’unico schieramento che lega il divario digitale e la sostenibilità ambientale al trasporto, proponendo di garantire l’accesso diffuso alla banda larga entro il 2020 e di incentivare varie tipologie di trasporto pubblico e alternativo.

Fronte Indipendentista Unidu Devias FIU presenta una serie di strategie e azioni guidate dalla necessità di rispettare il diritto alla mobilità e dall’obbiettivo di incrementare il movimento merci, sia internamente che con l’esterno dell’isola. Le strategie ruotano intorno alla riorganizzazione degli enti di gestione della mobilità (unificazione delle agenzie di trasporto locale, istituzione di osservatori mobilità e sicurezza stradale) e razionalizzazione delle tariffe, sia passeggeri che merci. Le azioni dovrebbero essere coordinate tramite un piano strategico dalla Regione, la quale assumerebbe un ruolo più attivo sia in fase di pianificazione che di gestione. Devias mostra particolare enfasi sul rilancio del trasporto su ferro, proponendo vari interventi di espansione della rete infrastrutturale, sia lungo le vie principali che secondarie.

Movimento Zona Franca Sanna  Il movimento Zona Franca organizza le proposte in tema di infrastrutture e mobilità lungo due tematiche principali: Continuità territoriale, ossia tariffe agevolate (tariffe per altro già stabilite nel programma) per gli spostamenti da e verso la penisola; interventi di espansione e riqualificazione sia della rete infrastrutturale che del patrimonio edilizio. Tali interventi sarebbero finanziati con fondi reclamati allo Stato Italiano e supportati da un sistema di Casse di Credito Cooperativo.

Sardegna Possibile
 Murgia
Le strategie di SP su trasporti e infrastrutture sono indissolubilmente legate allo sviluppo turistico e devono essere funzionali al rispetto del diritto alla mobilità. Riferendosi direttamente alle segnalazioni dei cittadini, Michela Murgia propone un Piano Strategico che permetta di migliorare: (i) i collegamenti con l’esterno; (ii) la fruizione di siti interni di interesse turistico; (iii) la mobilità delle zone interne peggio collegate. Dal punto di vista pratico, propone varie azioni tese a migliorare il trasporto passeggeri (rafforzamento vettori low cost, miglioramento del coordinamento multimodale attraverso un sistema di tariffe integrate, azioni volte a migliorare la qualità del servizio) e il trasporto merci (zona franca doganale di Cagliari, sistema di tariffe integrate, investimenti nella capacità portuale e logistica).

Schiena dritta, testa alta Pili Il programma di Pili presenta toni piuttosto drammatici e perentori, prospettando una rivoluzione per agricoltura, turismo, energia e trasporti. I risultati sarebbero visibili già in sei mesi, grazie a cantieri aperti 24/7 per completare tutti gli interventi di riqualificazione delle maggiori vie di trasporto interno di ingresso all’isola. Tali interventi sarebbero coordinati da una task force che distribuirà centinaia di milioni di euro che, al momento, giacerebbero inutilizzati. Ulteriori fondi arriveranno dai 10/15 milioni di presenze turistiche annuali (attirate da nuovi voli low cost). Tali fondi serviranno per incrementare il movimento merci (creazione di una “piattaforma strategica del Mediterraneo”) e recuperare volumetrie esistenti (quali miniere abbandonate e paesi in via di spopolamento). La priorità sarà data da interventi che includono “parametri elevati energetico-ambientali”.

Ugo Cappellacci presidente Cappellacci Il programma infrastrutturale del centrodestra è sinteticamente descritto dalla frase “prosecuzione di azioni forti [...] per il completamento e potenziamento delle reti infrastrutturali (porti, aeroporti, reti telematiche e scuola digitale)”. Tali interventi sarebbero supportati dal ricorso a capitali privati. Cappellacci punta a ottenere competenza primaria in materia di continuità territoriale e il varo della flotta sarda, ottenendo dallo Stato la copertura finanziaria per tali interventi.
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