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INtervista a Manuela Notaro, SEL

  • Scritto da Effe_E

Le INterviste di IteNovas.com sulle elezioni regionali del 2014.
4 Domande, sempre le stesse per tutti i candidati, sui temi caldi di questa campagna elettorale.


Manuela Notaro | SEL

1) Cosa ritiene di poter fare in consiglio regionale di diverso da quanto fatto finora?

Anzitutto intendo contribuire a definire politiche di sviluppo sostenibile (a livello sociale e ambientale in primis) con la determinazione e l’esperienza di chi per anni ha applicato quelle politiche su base comunale e provinciale.

In secondo luogo ritengo che fare delle proposte coerenti con il programma della coalizione di centrosinistra, determinerà un’azione di governo certamente differente da quella esercitata nella legislatura precedente.

In particolare considerando il continuo ridursi della disponibilità di fondi di cui la regione può disporre, credo che la spendita delle stesse debba avvenire con l’obiettivo di ottimizzare i risultati che si possono ottenere. Con ciò intendo dire che si possono spendere le risorse determinando un’immediata stimolazione dell’economia ma con l’ulteriore obiettivo di migliorare la società e la sostenibilità ambientale.

Volendo fare un esempio si pensi alle decine di milioni di euro che sono stati spesi per le “opere immediatamente cantierabili” che avevano l’obiettivo  di creare, come recitava il bando, “infrastrutture per le attività produttive”, invece hanno visto finanziate opere che poco avevano a che fare con le stesse e che non hanno nessun risvolto futuro. Personalmente avrei individuato criteri differenti per l’assegnazione e mi sarei prefissata ad esempio l’obiettivo di un’ampia ricaduta benefica sui territori, mettendo quelle risorse a disposizione dell’economia reale, e parallelamente cercando di conseguire risparmi (ad esempio energetici) da poter reinvestire.

2) Emergenza lavoro: un solo provvedimento che la regione può fare in tempi brevi.

Le politiche per il lavoro tornano ad essere protagoniste nel programma del centrosinistra, si cambia radicalmente prospettiva poiché non si intende curare i sintomi, ma le cause che hanno portato la nostra regione a diventare ostaggio della crisi e non essere pronta a ridefinire un futuro. I forti investimenti nell’acquisizione di conoscenze/ competenze da parte dei lavoratori, siano essi giovani in entrata o adulti che intendono permanere nel mercato del lavoro, congiuntamente al rafforzamento degli strumenti (Servizi per il lavoro) e delle politiche (semplificazione, defiscalizzazione, agevolazioni, tirocini con borsa ecc), rappresentano tutti interventi da far partire nell’immediato con effetti nel medio lungo termine.

Tra i settori che aspettano una risposta in tempi brevi c’è sicuramente il settore dell’edilizia, poiché dopo quello industriale è il più colpito dalla crisi ma non gode degli stessi livelli di tutele. Occorre rendere immediatamente spendibili le risorse che si hanno a disposizione nel pubblico (vedi riqualificazione/costruzione di nuove scuole) e/o consentendo ai privati di realizzare i lavori in tempi brevi.

Per ciò che concerne quest’ultimo aspetto, che riguarda tanti, troppi cittadini, le cause di questi ritardi sono da ricercare nell’inerzia di molti uffici, i quali oberati dalle pratiche da istruire, determinano rallentamenti ormai inaccettabili. Non è possibile che ci vogliano mesi per avere un’autorizzazione paesaggistica per fare un intervento (sia pubblico che privato) ad esempio in  centro storico o in altre zone soggette a vincoli. Questo è uno dei più grossi freni all’economia. Per cui occorre, affianco alla legislazione tesa alla semplificazione dei procedimenti , potenziare gli uffici, in particolare quelli regionali, preposti al rilascio di autorizzazioni nonchè lo sblocco immediato delle risorse già stanziate per la realizzazione di opere che magari sono arenate a causa di problemi burocratici.

In secondo luogo credo che si dovrebbe gradualmente ridurre la pressione fiscale sulle imprese e/o prevedere interventi di defiscalizzazione per nuovi investimenti. Molte attività produttive hanno la necessità di assumere personale ma sono totalmente disincentivate e a tratti terrorizzate da ciò che ne consegue in termini fiscali. La graduale riduzione delle tasse e/o la defiscalizzazione può essere attuata sfruttando ad esempio le risorse derivanti da una definitiva vittoria sul fronte della vertenza entrate.

3) Autonomia, sovranismo o indipendenza? E perché?

Personalmente non sono d’accordo sull’indipendenza della Sardegna dal resto dell’Italia. Mi sento orgogliosamente italiana in quanto, l’italia, giusto per citare alcuni esempi, è una delle nazioni con il più grande patrimonio culturale a livello globale, un paese in cui si sono distinti trai più grandi scienziati mai esistiti e che ancora oggi si distingue in tutto il mondo per le innate doti di creatività; e mi pare che i sardi abbiano molto da dire su tutti questi argomenti.
Ma ciò che è veramente importante è, ciò su cui dobbiamo focalizzare la nostra proposta programmatica è di farci rispettare dallo stato centrale.

A fronte di enormi sacrifici sopportati dalla Regione Sarda, non ultima la missione della brigata Sassari in Afganistan, ci troviamo dinnanzi uno stato che conferisce risorse in misura inferiore a quanto dovuto determinando inevitabili ripercussioni sull’economia. Altrettanto inaccettabile è la concessione rilasciata per le operazioni di ricerca di idrocarburi di fronte alle coste nord – occidentali, oppure la gestione delle servitù militari o il continuo tentativo di rifilarci scorie, armi o centrali nucleari.

La Sardegna avrebbe si bisogno di maggiore sovranismo; dicendo questo intendo esprimere la necessità che i sardi sfruttino al massimo tutti gli spazi che sono consentiti e riconosciuti dallo statuto speciale di autonomia. In base a questo la Regione ha potestà legislativa nelle seguenti materie:

a) ordinamento degli uffici e degli enti amministrativi della Regione e stato giuridico ed economico del personale;
b) ordinamento degli enti locali e delle relative circoscrizioni 2;
c) polizia locale urbana e rurale;
d) agricoltura e foreste; piccole bonifiche e opere di miglioramento agrario e fondiario 3;
e) lavori pubblici di esclusivo interesse della Regione;
f) edilizia ed urbanistica;
g) trasporti su linee automobilistiche e tramviarie;
h) acque minerali e termali;
i) caccia e pesca;
l) esercizio dei diritti demaniali della Regione sulle acque pubbliche;
m) esercizio dei diritti demaniali e patrimoniali della Regione relativi alle miniere, cave e saline;
n) usi civili;
o) artigianato;
p) turismo, industria alberghiera;
q) biblioteche e musei di enti locali.

I margini sono, dunque, abbastanza ampi per poter impostare determinati interventi a tutela del solo interesse dei sardi.

Giusto per fare qualche esempio, vogliamo provare a fare una legge che incoraggi i fruitori del mutuo regionale per la prima casa a costruire/comprare/ristrutturare case in cui vengano utilizzati per il 40-50% prodotti la cui filiera si svolge interamente in Sardegna (sughero, lana di pecora, calce, argilla ecc.)? Oppure, vogliamo deciderci finalmente ad eliminare gli enti inutili e ridurre i costi della politica calandoli nella nuova epoca di oculatezza finanziaria? Ancora, considerando il danno alla nostra salute dei cibi inquinati, avvelenati, immiseriti nei nutrienti, vogliamo incoraggiare i nostri contadini a produrre cibi sani , contribuendo ad abbassare anche la spesa sanitaria?

4) Qual è la novità di queste elezioni? Perché un sardo deluso dovrebbe tornare alle urne?

La novità di queste elezioni è la candidatura a presidente, per il centro sinistra, di una persona esterna ai partiti, onesta, seria e preparata. Una persona peraltro di grande cultura ma che soprattutto, accanto alla volontà di aggredire l’emergenza in cui versa la società sarda, propone un progetto politico di ampio respiro atto alla valorizzazione delle risorse umane, naturali, paesaggistiche e culturali. Tale fatto è dimostrato nella volontà di mettere al centro la persona anzitutto mediante un piano di potenziamento della cultura di base di ogni cittadino e soprattutto aspirando a garantire pari opportunità per tutti.

Un sardo deluso dovrebbe tornare alle urne per contribuire, votando Pigliaru, non solo a mandare via gli artefici della propria delusione, ma a responsabilizzarsi, in prima persona, partecipando nel modo e tempi a lui consoni a produrre il cambiamento netto di prospettiva, nel cui centro c’è il benessere di chi vive la Sardegna.

Manuela Notaro
Lista di appartenenza Sinistra Ecologia Libertà
Coalizione Centrosinistra
Presidente sostenuto Francesco Pigliaru
Circoscrizione di Oristano

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