Pesca in riserva, estradati in Francia tre pescatori sardi

  • Scritto da Effe_Pi

Consegnati gli uomini originari di Sorso, che saranno processati per direttissima ad Ajaccio, violata l'area protetta di Bonifacio.

Sono stati consegnati alle autorità francesi i primi tre dei quattro pescatori di Sorso, nel Sassarese, accusati dalle autorità transalpine di violenza e minaccia contro pubblico ufficiale, ostacolo alle funzioni di un funzionario, violazioni di reati in materia ambientale, pesca all'interno di area destinata a riserva naturale protetta delle Bocche di Bonifacio tra la Sardegna e la Corsica. I tre pescatori sono stati accompagnati dall'Interpol ieri da Alghero a Roma e per poi essere presentati a Parigi davanti al giudice che li ha destinati al tribunale di Ajaccio per la direttissima.

I fatti risalgono al 2 luglio 2020 quando i pescatori, partiti dal porto di Santa Teresa Gallura, si sono diretti verso la Corsica: secondo l'accusa, hanno violato le acque dell'area protetta dove è vietata la pesca. Sorpresi in una zona rossa, cioé dove sono vietate tutte le forme di caccia e di pesca, i pescatori - sempre secondo le autorità francesi - hanno puntato degli arpioni contro i guardiani della riserva naturale, minacciandoli, per poi scappare. Inseguito fino allo sbarco di Santa Teresa, il gruppo e' stato identificato.

Nella ricostruzione delle autorità francesi si parla di quattro uomini, ma per un errore sui dati anagrafici al momento dell'identificazione, al quarto pescatore, un 37enne di Sorso, non era stato notificato il mandato del tribunale di Ajaccio in Corsica. Le indagini hanno portato all'arresto e alla successiva scarcerazione con l'obbligo di firma, dopo l'interrogatorio di convalida. I legali si erano rivolti alla Cassazione per i quattro pescatori, dopo che i giudici della Corte d'appello di Sassari hanno deciso di accogliere la richiesta di estradizione del tribunale francese, ma il ricorso è stato respinto.

Ora, secondo le previsioni dei legali dei giovani pescatori, i tre partiti ieri potrebbero rientrare a casa gia' venerdì, mentre per il quarto si attende la notifica per l'estradizione che dovrebbe arrivare a breve. I quattro, tutti senza precedenti, rischiano fino a un massimo di tre anni di reclusione per il reato più grave. Per tutti gli imputati i giudici della Corte d'appello hanno posto la condizione che, dopo il processo, potranno tornare in Italia per scontare l'eventuale pena o misura di sicurezza.

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