Coronavirus, in Sardegna molti contagi negli ospedali

  • Scritto da Effe_Pi

In difficoltà una struttura privata sassarese, dopo il San Francesco di Nuoro e il pronto soccorso di Olbia, intanto la Toscana rimanda indietro chi è arrivato nelle ultime settimane.

La struttura privata "Policlinico Sassarese" chiude per un caso sospetto di coronavirus tra i pazienti. Tutto il personale è stato messo in quarantena. Su disposizione dello Spresal e dell'assessorato regionale alla Sanità l'ospedale è stato chiuso e si sta procedendo gradualmente alla dimissione dei pazienti ricoverati. L'intero edificio sarà sanificato e solo dopo, in concerto con la Regione, sarà valutata la possibilità di riavviare le attività in supporto alle strutture pubbliche.

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Per il paziente sospetto, subito isolato, è stato disposto il trasferimento nel reparto di Malattie infettive dell'Aou, nell'attesa dei risultati definitivi dei test sul Covid-19. La notizia della chiusura del Policlinico Sassarese si era diffusa attraverso i sindacati che avevano inviato un messaggio ai dipendenti per annunciare la sospensione delle attività e avviare da subito la concertazione gli ammortizzatori sociali per i lavoratori appena rientrati in servizio dopo il cambio di proprietà. Poi è stata la stessa Regione a confermare lo stop: pazienti dimessi e al via sanificazione. Non è il primo caso di struttura sanitaria sarda in cui si propaga il contagio: era già successo nei giorni scorsi al San Francesco di Nuoro - dove oggi sono stati eseguiti 100 tamponi al personale sanitario - e al Pronto Soccorso di Olbia.

Le difficoltà degli ospedali non fanno che accrescere il malcontento verso le migliaia di persone arrivate nell’isola dal Nord Italia nelle ultime settimane: da più parti si chiede di imitare il provvedimento messo in campo ieri dalla Regione Toscana, che ha deciso che chi “per motivi diversi da esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute” sia arrivato sul territorio toscano negli ultimi quattordici giorni, “dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, mettendo a rischio la salute della collettività e anche la propria, non avendo sul territorio toscano il proprio medico o pediatra di famiglia, figura che riveste un ruolo centrale nell’assistenza sanitaria garantita dal Servizio sanitario nazionale”, deve ritornare presso la propria residenza, domicilio o abitazione.

Foto | Governor Tom Wolf su Flickr