Nell'ultimo mese

La Rai rievoca il bombardamento di Cagliari

  • Scritto da Effe_Pi

Nell’anniversario della strage del 17 febbraio 1943 la tv di stato manda in onda il documentario ''Quando scappavamo col cappotto sul pigiama” con le testimonianze dei cagliaritani.

Sono passati esattamente 74 anni da quel 17 febbraio del 1943 quando Cagliari e la Sardegna conobbero appieno l’orrore della guerra e delle bombe. Quel giorno, infatti, la città venne bombardata dagli aerei USA, in particolare da 105 fra B17 (le fortezze volanti) e Caccia pesanti, con un rumore inconfondibile, mai sentito prima e mai più dimenticato da chi l’ha vissuto. Un attacco che lasciò tra le macerie quasi 200 morti, e che viene rievocato nel giorno dell’anniversario da ''Quando scappavamo col cappotto sul pigiama'', firmato da Pierpaolo Piludu e prodotto dalla sede Rai della Sardegna nel 2013, proposto oggi da Rai Cultura alle 16.00 su Rai Storia, per la serie ''Mille Papaveri Rossi''.

Attraverso un laboratorio teatrale di ricerca, il recupero della memoria diventa un racconto corale dei testimoni, allora bambini, un mosaico di ricordi personali, raccolti negli anni, attraverso un minuzioso lavoro di ricerca, ricostruiscono il quadro di una memoria collettiva.
Gli aerei da bombardamento americani piombarono nel centro della città per sganciare a tappeto un gran numero di bombe di medio calibro e di spezzoni incendiari. Il bollettino ufficiale parlava di 100 morti e 255 feriti, ma i morti in realtà erano quasi 200: 96 a Cagliari, 8 a Quartu, 83 a Gonnosfanadiga, dove una improvvisa sequenza di spezzoni fece strage di bambini. In verità, le azioni militari e i bombardamenti su Cagliari erano iniziati subito dopo lo scoppio del Seconda guerra mondiale, e sin dal 10 giugno del 1940 la città viveva l’incubo degli allarmi e dei bombardamenti.

Nei primi mesi del ’40 aerei soprattutto francesi, avevano preso di mira le postazioni militari: l’aeroporto di Elmas, San Bartolomeo, il porto, ma solo casualmente erano stati colpiti edifici civili in città. I bombardamenti peggiori, senza distinzione tra gli obiettivi, arrivarono però in quel maledetto febbraio del ’43, in cui giunse a compimento anche in Sardegna il disastro causato dall’avventura bellica voluta da Mussolini e dal suo regime fascista: mentre nell’interno si bombardavano gli avamposti tedeschi e molti soldati dell’esercito nazista perdevano la vita, a Cagliari e negli altri centri del sud dell’isola furono i civili ad avere la peggio. Al bombardamento del 17 febbraio ne sarebbero seguiti altri il 26 e il 28 dello stesso mese, e ad inizio marzo la città venne quasi completamente evacuata: i cagliaritani, in fuga da morte e fame si rifugiarono nelle campagne e nei piccoli centri, in attesa che la tragedia della guerra avesse fine.

Foto: Roberto Pani su Flickr

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