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AD ARBOREA CONTESTATE LE TRIVELLE DELLA SARAS

  • Scritto da Effe_Pi

L'oristanese si ribella alle trivelle della Saras e va in piazza per combatterle.

E' in corso ad Arborea la manifestazione organizzata dai comitati dei cittadini (e appoggiata da alcuni movimenti politici) contro il progetto dell'azienda petrolifera della famiglia Moratti di avviare una serie di trivellazioni nella zona di S'Ena Arrubia (il cosiddetto Progetto Eleonora), alla ricerca di giacimenti di gas naturali e idrocarburi. Perforazioni che potrebbero raggiungere anche i tremila metri di profondità, provocando possibili danni a un territorio protetto dal punto di vista ambientale, che vive di agricoltura e zootecnia.

La manifestazione di protesta proseguirà con "La marcia della terra" ispirata, come dicono gli indipendentisti di ProgReS che ne sono tra i promotori, alla “Marcia del Sale” organizzata da Gandhi nel 1930 contro le tasse imposte dagli inglesi alla popolazione indiana, per cui ogni partecipante avrà con sé un pugno di terra da consegnare simbolicamente ad Eleonora d'Arborea, per rivendicare "il diritto di decidere non solo delle nostre risorse ma della nostra vita e del nostro futuro". Il tutto, in contemporanea alla presentazione del progetto all'Horse Country, con i funzionari dell'azienda che ribadiscono la bontà del progetto, la loro volontà di andare avanti e specialmente quella di spiegare ai cittadini sul territorio le loro motivazioni.

La protesta è aperta alla partecipazione di partiti e movimenti politici, anche con le loro bandiere, ma hanno aderito ufficialmente solo lo stesso ProgReS, con la partecipazione del consigliere provinciale Sebastian Madau, il Movimento 5 Stelle e A manca pro s'indipendentzia. Soprattutto sono presenti molti amministratori del territorio oristanese, di tutti gli schieramenti, tra cui i sindaci di Arborea, Marrubiu, Terralba, Uras, San Nicolo Arcidano e Santa Giusta, ma anche il presidente della Commissione ambiente della Provincia, Giuseppe Costella, e l'assessore all'ambiente, Emanuele Cera. Proprio un deputato dei Cinque stelle, Marco Cominu, ha presentato nei giorni scorsi un'interrogazione ai ministri dell'ambiente, della salute e dell'agricoltura, per chiedere chiarimenti sul Progetto Eleonora, denunciando il rischio di "un processo di irreversibile salinizzazione dei terreni agricoli", oltre all'inopportunità di simili esplorazioni in un territorio prossimo ad aree tutelate dalla convenzione internazionale di Ramsar (2 febbraio 1971) sulle zone umide d'importanza internazionale, dal vincolo paesaggistico, da vincolo di conservazione integrale, dal Piano paesaggistico regionale e che rientra nella rete Natura 2000, tutelato per la presenza di uccelli palustri e destinato a riserva naturale regionale oltre ad essere Sito di Importanza comunitaria (SIC) e Zona di protezione speciale (ZPS) (Direttiva n. 92/43/CEE).

I manifestanti chiedono che, oltre alla VIA (Valutazione di impatto ambientale) già prevista dalla regione, le istituzioni competenti promuovano una conferenza di servizi o un tavolo di confronto tra tutti i soggetti interessati, sospendendo nel frattempo ogni autorizzazione già concessa e procedura di concessione in corso. Tra gli interventi, quello della scrittrice Michela Murgia, che ha denunciato il fatto che ad oggi i partiti principali "non si siano espressi né tantomeno hanno partecipato alle proteste" e che gli stessi sindaci non intervengono in nome delle forze politiche con cui sono stati eletti, visto che secondo Murgia è possibile che questi ultimi stiano giocando altre partite dentro le stanze e quindi in contrasto con la piazza. Insomma, un rifiuto forte e con molte ragioni, dai pericoli per l'ambiente a quelli per l'economia fino alle paure per la salute, visto che come ricorda il Comitato "No al progetto Eleonora" sarebbe possibile la "fuoriuscita di idrogeno solforato, un gas altamente tossico che si trova sempre all’interno dei giacimenti di idrocarburi".

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