plastica e sacchetti: dall'Europa nuove linee guida

  • Scritto da Anna Maria Cantarella

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Commissione Ue sulle plastiche è al lavoro per elaborare una strategia di contenimento dei rifiuti. Tra le novità, anche i sacchetti eco-bio per frutta e verdura

La plastica che utilizziamo in casa e che poi finisce nei rifiuti ogni anno è una quantità impressionante, pari a circa 100 miliardi di borse in plastica l’anno che poi, se non correttamente riciclate finiscono nei nostri mari e negli oceani. L’Ue si è mossa per contenere il fenomeno dell’inquinamento da plastica e anche se ancora non c’è niente di ufficiale pare che la strategia preveda un pacchetto legislativo che dovrebbe vedere la luce a maggio. Da lì partirà poi l’iter che porterà all’approvazione delle norme sul tema.

Oggetti in plastica monouso, come bicchieri, cotton fioc, piatti di plastica, i cosiddetti “single use plastic items” sarebbero al centro del pacchetto legislativo con norme specifiche, e sarà affrontato anche il problema delle microplastiche oltre alla questione degli accordi con le aziende per minimizzare l’uso della plastica e aumentare il riciclo. Nessuna conferma della presenza di una nuova tassa tra le novità.

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Anche la presenza, a pagamento, dei sacchetti eco-bio per la frutta e la verdura al supermercato, rientra appunto in questa strategia di riduzione dei rifiuti di materie plastiche. Il risultato, a parte le ondate di sdegno a cui abbiamo assistito sui social, è un cambio di abitudini degli italiani che fanno la spesa. Secondo Agroter infatti, pare che il 21% degli italiani sia tornato a fare acquisti da fruttivendolo, il 7% invece compra meno prodotti al banco dell’ortofrutta. E c’è anche chi preferisce addirittura comprare frutta e verdure confezionate per non dover pagare i soldi del sacchetto.

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Il sondaggio, realizzato dal Monitor Ortofrutta di Agroter in collaborazione con Toluna, ha misurato la reazione degli italiani alla novità dei sacchetti eco-bio al supermercato nei primi dieci giorni dall’introduzione della norma. Secondo l’indagine realizzata dal docente di marketing dell’Università di Bologna, Roberto Della Casa, il 12% degli italiani ha preferito comprare frutta e verdura preconfezionate. Il 21% si è rivolto al fruttivendolo che fornisce buste di carta non soggette a pagamento, infine c’è anche un 7% dei consumatori che ha preferito ridurre il consumo di frutta e verdura. Per il restante 56% degli intervistati, invece, nulla è cambiato: hanno continuato a fare la spesa normalmente al supermercato, in particolare i giovani (63%) che sono più disposti ad accettare la novità rispetto agli over 55. Un 6% degli intervistati infine che vorrebbe nuovamente i vecchi sacchetti in plastica gratuiti.

Foto| Pixabay