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A Oristano in scena 48 ore di disordine alimentare

  • Scritto da Effe_Pi

Eating disorderL'artista Nicola Mette passerà due giorni in un negozio di arredamento a cucinare, mangiare e riordinare, trasmesso in diretta streaming su internet.

Un'originale performance artistica sul cibo interesserà Oristano durante il prossimo fine settimana. Nicola Mette resterà chiuso per due giorni interi dentro un negozio di arredamento a cucinare, mangiare, rimettere in ordine, pedalare sulla cyclette per ore. E poi ancora a cucinare e di nuovo a mangiare, rimettere in ordine e pedalare quasi ininterrottamente. Si chiama "Eating disorder, sintomi di fame nervosa" ed è una performance lunga 48 ore quella che l'artista militante di 35 anni, che vive e lavora tra la Sardegna, Roma e Milano, metterà in scena dalle 00,01 di sabato 10 maggio alle 00,01 di lunedì 12 a Oristano "per sublimare, ma anche celebrare - spiega - il disturbo alimentare, la fame nervosa, che mi affligge fin da quanto ero adolescente".

Oltre che una performance artistica, anche una forma di autoterapia e una sorta di reality in miniatura. Tutto infatti sarà rigorosamente in doppia diretta, sul web, via streaming a questo indirizzo, e ovviamente dal vivo, perchè i passanti potranno seguire l'evento minuto per minuto davanti alle vetrine di "Mura Soluzioni d'Arredo" al numero 357 di via Cagliari, la strada più trafficata della città. "Loro mi vedranno e anche io li vedrò ma non parlerò con nessuno e tutto quello che farò lo farò come se fossi solo a casa mia", anticipa Nicola Mette avvisando tutti che le telecamere riprenderanno lui ma anche chi si fermerà a guardarlo e aggiungendo che non sarà una passeggiata. "Perchè un negozio di cucine - dice - è molto diverso da una casa normale, il rubinetto del lavello per esempio non è collegato alla rete idrica e per l'acqua mi dovrò arrangiare con bidoni e bacinelle".
   
L'artista e il collettivo Giuseppefraugallery col quale lavora, si erano fatti notare nel 2012 a Roma per la performance "Libertè, egalitè e sexualitè", una carovana di uomini vestiti in abito da sposa che aveva pacificamente fatto irruzione nella Città del Vaticano per rivendicare il diritto al matrimonio anche per le coppie omosessuali. Mette è infatti da anni impegnato in una serie di battaglie "per svelare i meccanismi e le contraddizioni delle ipocrisie sociali, politiche e sessuali, cercando però di evitare di cadere nella sfera dei moralisti e degli inquisitori; per questo motivo Nicola si mette in gioco in prima persona, mostrandosi nella sua sfera più intima e personale con quelli che la società definisce i “mali”: le psicopatologie, le diversità".

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