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Mali Pigaus: l'arte dei trentenni a Cagliari

  • Scritto da Effe_Pi

Mali PigausLa mostra all'Exma fino al 12 gennaio, tra video installazioni e fumetto, per una generazione che si definisce votata alla frustrazione.

 

L'arte contemporanea è occupazione di spazi ma anche collegamento con quanto si muove fuori dalle rotte consuete, adeguamento a un tempo di smarrimento che però può aprire grandi possibilità. Questo è quello che accade col progetto “Mali Pigaus” (Malpresi), inaugurato ieri all'Exma di Cagliari,che si potrà visitare fino al 12 gennaio nella Sala della Torretta del Centro Comunale d’Arte e Cultura nel capoluogo. Una mostra che mette in scena l'abilità grafica e concettuale di una generazione, quella dei trentenni di oggi, di cui fanno parte tutti i protagonisti di “Mali Pigaus”, Carlo Spiga, Daniele Murtas, Giaime Loi e Alessandra Casadei, generazione che vive “sospesa, cresciuta dall’avvento delle reti televisive private con un cuore grunge".

 

Una generazione "di grandi ideali e di forte senso del diritto che, a quanto pare per la prima volta, preferisce plasmare il proprio spazio di vita e di lavoro anziché adattarcisi passivamente. Insomma, una generazione votata alla frustrazione”. A farla da padrone sono i video frammenti accompagnati da musiche varie e soprattutto il fumetto, con i muri tappezzati dall'opera degli autori, e un tavolo dove sono sparsi tanti dei loro disegni, coi quali il visitatore può interagire consultando anche quaderni da cui apprezzare il “work in progress” dei disegnatori, in particolare di Loi.

 

Nella presentazione della mostra si cita Mali Pigaus come “manifesto di un’attitudine al guardare in potenza. Uno spazio occupato dal tempo del vivere sospeso, malpreso, che in sé riassume tutte le contraddizioni estetiche, sociali, urbanistiche e relazionali di una società di provincia, della cultura in divenire. Incongruità e tendenza alla sovrapposizione diventano materiale di lavoro per creare un esperimento empirico sulla complessità e la contrattazione per lo sviluppo del vivere sociale”. Come riferimento si cita uno dei pezzi più famosi di quei Nirvana che sono stati il simbolo della generazione “grunge”, e come nei loro testi si ritrovano nelle storie a fumetti di “Mali Pigaus” il cinismo, il disincanto, la violenza ma in fondo anche speranza e coerenza che emergono ad esempio nelle storie disegnate da Loi (che vive a Barcellona) come quelle che hanno per protagonista il cattivo marinaio Tuerto o quella recentissima con la cinica ex rivoluzionaria Ludovica (scritta da Filippo Pala).

 

 

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