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Un libro per il Campo delle storie di Sadali

  • Scritto da Effe_Pi

Campo delle storieLa presentazione domani a Riola Sardo, con un laboratorio per insegnare ai bambini a creare uno spaventapasseri.

Va avanti con un libro il progetto del “Campo delle storie” di Sadali, che con un’antologia riafferma la sua importanza nella realtà culturale sarda. Il volume sarà presentato domani, 25 ottobre, alla pasticceria Dolce & Salato di Riola Sardo, e all’iniziativa ne saranno legate altre come un laboratorio per la creazione degli spaventapasseri, gli stessi che “vigilano” sui libri nel Campo delle storie. Il Campo ideato dallo scrittore Roberto Mura è anche una delle prima esperienze di fundraising in Sardegna, visto che sono state tutte acquistate sul web le quote che consentiranno di costruire la biblioteca del parco, nella quale raccogliere le centinaia di libri che spontaneamente la gente continua a regalare, affinché il Campo delle Storie prenda vita.

Il parco di Sadali è un po’ diverso dagli altri parchi letterari (dovrebbero essere 17) esistenti in Italia, di cui due si trovano nell’isola, perché è dedicato a tutti gli scrittori del mondo, del passato, del presente e del futuro oltreché ai lettori. È insomma un vero parco della letteratura, che produce “particolari frutti chiamati libri. Nel parco ogni albero avrà il nome di uno scrittore, e già ora stanno appese agli alberi una serie di bottiglie con dentro racconti (stile messaggi in bottiglia: Poe, King, Grazia Deledda, Pirandello, Neruda, Hemingway etc). Si stappa e si legge seduti all’ombra di un ulivo”. 

I guardiani del Campo “sono gli Spaventapasseri che a ogni presentazione vengono donati al parco”, pupazzi che nella tradizione sarda segnalavano la fine dell’inverno e l’arrivo della primavera, dal momento che venivano posti nei campi e negli orti per difenderli dai passerotti. Erano, quindi, l’evidente testimonianza della lotta dell’uomo contro i pericoli della natura rispetto al bene più prezioso di cui disponeva per assicurare il sostentamento della famiglia. Appartengono alla storia dei nostri nonni  e dei nostri padri, ma in Sardegna nascono ancor prima.. A Riola per esempio esisteva la tradizione di Sa Maimoa, che nella giornata del primo maggio era usanza portare per le vie del paese per chiedere frutta secca e dolciumi. Sa Maimoa veniva preparata nelle case con paglia e erba (colza) e poi vestita con gli abiti dei bambini. Al termine della “raccolta” si ci recava al ponte e la si buttava nel fiume. In molti altri paesi c’era l’usanza del fantoccio nel fiume, che si dice sia legato alla divinità dell’acqua e porti piogge buone e raccolti proficui. Da tutto ciò nasce l’idea di Monia Corona, collaboratrice di Sardinian Way, di legare la presentazione a un laboratorio di preparazione dei fantocci per gli alunni delle scuole elementari del paese. Il laboratorio avrà luogo sempre domani, alle 15, presso l’ex Scuola Materna in via Sant’Anna, ad ingresso libero. Si chiede ai partecipanti solo di portar il materiale, abiti vecchi e ciò che la fantasia di ognuno vorrebbe indossasse il guardiano.

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