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INtervista a Attilio Dedoni, candidato con i Riformatori Sardi

  • Scritto da Effe_E

Le INterviste di IteNovas.com sulle elezioni regionali del 2014.
4 Domande, sempre le stesse per tutti i candidati, sui temi caldi di questa campagna elettorale.


Attilio Dedoni Riformatori Sardi Cappellacci presidente

1) Cosa ritiene di poter fare in Consiglio regionale di diverso da quanto fatto finora?

Arrivare a vedere approvate le mie proposte di legge già esitate, con voto unanime, dalle varie commissioni competenti, che non sono mai arrivate in Aula: basterebbe questo per cominciare a dare sostegno alle imprese e creare occupazione, e quindi sviluppo, per la nostra Isola tanto martoriata dalla crisi.

Parlo, tra le altre, di leggi per la valorizzazione dei beni culturali, per la riduzione a quattro del numero delle Asl con la centralizzazione degli acquisti e della gestione del personale a livello regionale, della razionalizzazione del sistema burocratico affinché i cittadini e le imprese non debbano navigare a vuoto da un ufficio all’altro ma abbiano la certezza che ogni loro richiesta venga soddisfatta entro 30 giorni, anche introducendo il principio del silenzio/assenso.

2) Emergenza lavoro: un solo provvedimento che la regione può fare in tempi brevi.

Al di là delle indispensabili leggi settoriali, bisogna rifinanziare tutte le iniziative di politiche attive del lavoro a sostegno dell’occupazione dei giovani e degli ultra-quarantenni che, negli ultimi anni, sono state incomprensibilmente abbandonate.

3) Autonomia, sovranismo o indipendenza? E perché?

Per poter parlare di indipendentismo bisogna prima che ci sia l’indipendenza della Sardegna in termini economici, oltre che culturali. Il sovranismo altro non è che un autonomismo rivalutato, che esprime appieno la potestà che ci è riconosciuta dallo status di specialità della Regione Sardegna.

Ma esiste, al di là del dibattito terminologico, un problema serio che denuncio da almeno dieci anni e su cui ho promosso anche dei referendum, vale a dire la modifica sostanziale dello Statuto, che deve configurarsi come un nuovo contratto con lo Stato centrale e con l’Unione Europea.

4) Qual è la novità di queste elezioni? Perché un sardo deluso dovrebbe tornare alle urne?

La prima motivazione è che, chi non vota, non sceglie e lascia scegliere chi va a votare. Spesso sono piccole entità, come sta dimostrando la percentuale dei votanti delle ultime tornate elettorali, che decidono chi deve amministrare e come. Questo è l’esatto contrario della democrazia. E’ importante andare a votare, ma è altrettanto importante guardare alla serietà sia degli schieramenti che delle persone.

La crescente disaffezione dei cittadini nei confronti della politica è la vera novità di queste elezioni, ma non si può cercare di far passare il messaggio che l’intera classe politica sia corrotta. L’essere onesti è una qualità che si ha come uomini, prima che come politici; è la qualità di chi propugna valori e ideali in modo etico, praticando una morale laica subordinata soltanto al bene comune.

Ma non basta, perché chi fa politica deve essere coerente, serio e capace ad amministrare come farebbe un buon padre di famiglia, in modo equanime e scegliendo il bene della nostra Isola al di là delle fazioni e dei partiti.

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