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Tracollo delle imprese in Sardegna, -5,3%

  • Scritto da Effe_E

Mutuo Regionale SardegnaLa Sardegna ha molto su cui riflettere: anche il comparto turistico si trova in seria difficoltà.

Avviare un'attività di questi tempi non è certo una cosa semplice, eppure c'è nella penisola chi non si arrende alla crisi e ci prova. Ma non solo, c'è anche chi vede premiati  propri sforzi e i propri sacrifici e arriva a trainare gli affari almeno fino alla soglia di sicurezza e che riesce anche a garantirsi il sostentamento. Ma di contro ci sono tante imprese che chiudono, attività che abbassano le serrande e commercianti sempre più tartassasti. Una situazione che getta nello sconforto e che a guardare da vicino, nel dubbio se cercare di aprire un'impresa o meno, fa propendere senza dubbio per il no.

Il punto è che di alternative vere e proprie non ce ne sono davvero e se si fa un discorso a livello regionale la Sardegna ha molto su cui riflettere. Se a prima vista, infatti, si potrebbe pensare che la salvezza dell'economia dell'isola sia nel comparto turistico, a uno sguardo più approfondito si nota che anche quel comparto si trova in seria difficoltà. Chi, dunque, con un poco di senno, deciderebbe di mettere in piedi un'azienda? Ben pochi, talmente pochi che il Ministero dell'Economia ha rilevato un pesante -5,3% per quanto riguarda le nuove imprese. Tutto questo mentre in Puglia, Molise e Calabria si registra un discreto aumento. Dove sta il problema allora, come se già quello della crisi generale non fosse sufficiente?

Sta nelle lungaggini burocratiche che nell'isola fungono da deterrente per chi cerca di fare impresa. Eppure qualche temerario c'è, qualcuno che magari è riuscito a ottenere dei prestiti inps (maggiori informazioni su www.spaziomutui.com/libro/guida-inps.htm) e ha deciso di avviare un'attività nel privato. Mario Pili, leader sardo di Unidos, denuncia una situazione davvero grottesca dove l'isola appare come una regione completamente allo sbando senza delle vere strategie economiche e dove chi vuole fare attività imprenditoriale si ritrova nella morsa di una burocrazia pesante e obsoleta, nonostante l’auspicato cambio di  passo, così come è avvenuto nel Lazio con la nuova amministrazione. Nemmeno il settore agricolo riesce a trovare lo slancio che il grande potenziale della regione offre. Al contrario, in tutto il resto della penisola questo settore sta facendo grandi passi in avanti trainando anche gli altri comparti economici. Sembra proprio il caso di dire oltre il danno la beffa.


ARTICOLO PUBBLIREDAZIONALE

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