Nell'ultimo mese

Giro del Mondo di Ligabue


Quattro gli inediti, in parte scritti on the road, a definire apertura, intermezzi e chiusura dell’album.

Un racconto, in musica e in immagini, dell’ultimo tour mondiale di chi di tour ne ha fatti tanti e di mondi ne ha visti di diversi.

Italia, Americhe, Australia: tre dischi e trentasei pezzi per dipingere il viaggio di Ligabue per tre continenti. Trentaquattro sono registrati dal vivo, tante cartoline da altrettanti palchi mondiali: una selezione prettamente rock, con il pubblico di Pescara a cantare Il Sale della Terra e quello di Los Angeles Vivo morto o X, mentre Certe notti è un mix di tutte le registrazioni dal vivo.

Quattro gli inediti, in parte scritti on the road, a definire apertura, intermezzi e chiusura dell’album. Due di questi – I campi in aprile, Non ho che te – si scontrano per tematiche con lo spirito internazionale e spensierato dell’album, risaltando, per questo, ancor di più: la storia di un partigiano e la storia delle crisi moderne, chi lotta per difendere un’ideale e chi fatica a trovarne.


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