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Mobilità: la Cargo Bike per la rivoluzione in città

  • Scritto da Effe_Pi

La bici da carico potrebbe diventare un mezzo sempre più importante per il trasporto di merci in mezzo a un traffico congestionato, anche in Italia e Sardegna.

Cambia il trasporto urbano

Cambia il trasporto urbano, utilizzare la macchina è sempre meno “di moda”, anche nelle città sarde, e aumentano di importanza i mezzi alternativi per lavorare nei grandi centri, come ad esempio la Cargo Bike o Bullitt (dal nome della marca ad oggi più famosa). Partendo dall’esperienza dei pionieri olandesi, ormai in tutta Europa si diffondono società che usano questo particolare tipo di bicicletta “da carico” per i trasporti di merci e le consegne urbane, che si tratti di portare pizze, cibo a domicilio o altre tipologie di prodotto, fino alla Posta, in questo caso con un vero e proprio ritorno alle origini. Le vendite delle bici Cargo sono in crescita, non solo nelle tradizionali roccaforti come Olanda e Danimarca, ed anche se forse è presto per dirlo, potrebbero diventare la nuova “tendenza” del ciclismo urbano.

Oggi Danimarca e Olanda: domani Sardegna?

Nei paesi citati sopra non si tratta certo di una novità, a partire dai primi anni ’80 col Christiania tre ruote, usato prevalentemente per portare i bambini a scuola (altra attività a rischio caos traffico e altamente inquinante), ma in Italia c’è una nicchia ancora molto ristretta. Certo non è facile, anche per i ciclisti cittadini più scafati, riuscire ad abituarsi a un mezzo più ingombrante e a maggior rischio di “scontri” nel traffico caotico delle nostre città, ma in fondo si tratta principalmente di prendere confidenza con la maggiore distanza tra il sellino e la ruota anteriore, e secondo gli esperti con poche decine di minuti di pratica si riesce a controllare il Cargo con una certa facilità. Certo, portarlo a pieno carico è un altro discorso, le bici di questo tipo in passato (come il Trike olandese) erano molto pesanti, e non incentivavano particolarmente a utilizzarle per la propria attività economica: oggi, con modelli più agili e una maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale (per la quale ormai tante persone sono disposte a pagare qualcosa), potrebbe essere un lavoro innovativo per i giovani energici delle città dell’isola.

Bike messenger o furgoni?

Secondo gli utenti più “scafati” questo tipo di bici devono essere appetibili come primo mezzo o bicicletta unica, e per questo devono necessariamente essere agevoli e piacevoli da guidare anche quando sono scariche (o quasi). Fino a pochi anni fa le Cargo pesavano un minimo di 35 chili anche da vuote, poi proprio il Bullitt ha cambiato in parte la situazione, essendo il primo modello di questo genere prodotto in serie, che pur avendo una forcella in acciaio oscilla (da scarico) tra i 20 e i 24 chili di peso. Ad oggi, chi li utilizza nelle grandi città sono soprattutto i Bike Messenger, che però con il crollo del trasporto di videocassette e posta cartacea hanno perso buona parte del proprio lavoro, per cui hanno deciso di prendere in carico trasporti che un tempo sarebbero stati riservati alle automobili. Questa è la strada verso cui si è avviati, e sono proprio i produttori a parlare di un incremento: in Danimarca ci sono almeno 5000 nuove Cargo in circolazione ogni anno, e più della metà di questo numero nei Paesi Bassi. Visto che la bici è ormai tornata ad essere un mezzo di uso comune, è facile prevedere che un boom potrebbe arrivare anche in Italia e in Sardegna: magari per le istituzioni sarebbe un’idea incentivarlo, togliendo macchine e furgoni dalla strada e favorendo un nuovo settore economico basato sul rispetto dell’ambiente.

Foto | Lars Zimmermann su Flickr

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