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Tech: Facebook e Twitter contro le bufale web

  • Scritto da Effe_Pi

Si allarga anche ai due social network più utilizzati la coalizione Frist Draft che nasce con l'obiettivo di migliorare la qualità dell'informazione online.

Si allarga la coalizione di editori contro le notizie false e le bufale sul web, in particolare sui social network, che negli ultimi anni sono diventati un vero ricettacolo per questo tipo di contenuti, spesso anche diffamatori e pericolosi. Del gruppo di oltre trenta aziende editoriali e tecnologiche che hanno aderito, fanno parte anche Facebook e Twitter, sicuramente tra le prime “vittime” di questo tipo di pratica: il coalizione che vuole migliorare la qualità dell’informazione online si chiama First Draft, ed è stata fondata nel giugno 2015 con il supporto di Google News Lab. L’obiettivo è far collaborare i media e le internet company e finora hanno aderito, tra gli altri, New York Times, Cnn, Abc, Washington Post, Telegraph, France Presse e, sul fronte tecnologico, YouTube. 

È la stessa First Draft a spiegare l’intento di "lavorare insieme su idee e iniziative, tra cui un programma di 'formazione dei formatori', il lancio di una piattaforma di verifica collaborativa e la creazione di un codice di condotta volontario". La piattaforma dovrebbe essere lanciata in autunno. Sicuramente questo nuovo strumento, se sviluppato nel modo giusto, potrebbe cambiare il modo di fare informazione web, e in paesi come l’Italia condizionerebbe anche parti del mondo politico e della società, particolarmente “sensibili” a campagne diffamatorie e d’odio lanciate sul web, basti pensare a quelle contro la Presidente della Camera, Laura Boldrini, o la ex Ministro Cécile Kyenge.

Nonostante non si tratti di “bufala” in senso tecnico, ma più di un caso di strumentalizzazione mediatica, vale la pena di ricordare quello che è un caso clamoroso esploso proprio oggi, con il suicidio della napoletana Tiziana Cantone, diventata famosa sul web a causa di alcuni suoi video “hard” che negli anni passati avevano avuto ampia diffusione: oggi, dopo la sua morte, centinaia di articoli sono stati rimossi, ma è un suicidio che resta come una macchia indelebile sulla realtà del web italiano. Vedremo se col passare del tempo svanirà un po’ quell’atteggiamento a metà tra squadrista di fascista memoria e battute da bar dello sport, e magari con l’aiuto di strumenti come First Draft, anche gli stessi media si renderanno maggiormente conto dei problemi causati dalla loro ossessiva ricerca dei clic per vendere pubblicità.

Foto: Pixabay | CC0 Public Domain

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