Ambiente in città: Sardegna tra consumo di suolo e aree verdi

  • Scritto da Effe_Pi

Secondo il report ISPRA sulle aree urbane la pressione turistica rende Olbia una delle città con più problemi di impermeabilizzazione e smaltimento dei rifiuti.

Ambiente nelle città sarde con alti e bassi, con zone impattate dalla pressione turistica e dal consumo di suolo e altre invece ad alto rischio frane e alluvioni, ma anche con buone percentuali di verde pubblico e parchi naturali in città. Secondo il XII Rapporto dell’ISPRA sulla Qualità dell’ambiente urbano, sicuramente tra le criticità ambientali maggiori c’è quella del turismo: ad esempio, per il valore delle presenze di turisti per singolo abitante, c’è Olbia che è al quarto posto assoluto in Italia, con percentuali più che quadruple rispetto alla media italiana. La provincia di Olbia – Tempio ha infatti una presenza di 27,2 turisti per residente, superata soltanto da Trento, Venezia, Rimini e Bolzano. E in Gallura non va molto meglio per la produzione di rifiuti dal settore turistico, con un dato che rappresenta bene dello sforzo sopportato da un territorio e dalle proprie strutture: Olbia Tempio ne produce ogni anno 49,5 kg pro capite, e anche qui fanno peggio solo Venezia, Bolzano e Rimini.

Ad Olbia record per consumo di suolo

Una conseguenza di questa pressione turistica è la necessità di costruire strutture in grado di accogliere chi viene da fuori, e non è un caso se è sempre Olbia città (insieme alla siciliana Ragusa) il comune a detenere il primato di suolo consumato pro capite, con 507 metri quadri a residente. Nell’ultimo rilevamento, il dato dell’indicatore è in netto calo, con 47 metri quadri per abitante in meno consumati, grazie all’aumento della popolazione residente nella città gallurese.
Tutti questi indicatori, dalla forte impermeabilizzazione in giù, rendono la zona a rischio (come dimostrato negli anni scorsi) per quanto riguarda gli eventi meteo estremi, come ad esempio le alluvioni: per quanto riguarda le frane cittadine, invece, in Sardegna è Sassari la città che rischia di più, inserita nella lista dei 15 capoluoghi italiani maggiormente esposti.

Buone notizie sul verde in città

Notizie migliori emergono per quando riguarda le aree verdi: la Sardegna è ricca di parchi naturali e aree protette, come ad esempio a Villacidro. Inoltre, osservando la percentuale di verde totale (verde urbano più le aree naturali protette al netto delle sovrapposizioni, emerge che le città “più verdi” sono quelle con più alti valori nelle aree protette: Cagliari in primis, insieme a Messina, Venezia, e L’Aquila. Assenti in 17 Comuni su 116, in 15 Comuni le aree naturali protette interessano oltre il 30% del territorio, con punte massime a Messina (70,6%), Venezia (62,7%) e Cagliari (51,1%), tutte città costiere che presentano ancora ampi ecosistemi di inestimabile valore naturalistico e ambientale: si pensi ai laghi di Ganzirri a Messina, alla laguna di Venezia o alle saline di Cagliari.

Foto: Gabriel Garcia Marengo su Flickr

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