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Cosa è Su Patriotu Sardu a sos feudatarios

Su patriotu sardu a sos feudatarios, conosciuto anche come Procurade 'e moderare, è un componimento rivoluzionario ed antifeudale scritto da Francesco Ignazio Mannu nel 1794 durante i moti rivoluzionari sardi.

Su patriotu sardu a sos feudatarios

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Su patriotu sardu a sos feudatarios
Compositore Francesco Ignazio Mannu (testo)
Tipo di composizione Inno antifeudale
Epoca di composizione 1794

Su patriotu sardu a sos feudatarios (letteralmente Il patriota sardo ai feudatari), conosciuto anche dal suo incipit come Procurade 'e moderare, è un componimento rivoluzionario ed antifeudale scritto, in epoca sabauda, da Francesco Ignazio Mannu nel 1794 durante i moti rivoluzionari sardi. È una poesia scritta in ottave. Nell'intero testo si contano 42 strofe per 376 versi complessivi. Qui il testo completo.

Il testo

Il testo, scritto durante i moti antifeudali del 1794, rappresenta una sorta di denuncia contro lo stato impietoso della Sardegna alla fine del XVIII secolo.

L'Inno fu stampato clandestinamente in Corsica e diffuso in Sardegna, e divenne il canto di guerra degli oppositori sardi, passando alla storia come la Marsigliese sarda. È composto da 376 ottonari fortemente ritmati, in lingua sarda logudorese, e ricalca contenutisticamente gli schemi della letteratura civile illuministica. L'incipit è costituito da un perentorio attacco alla prepotenza dei feudatari, principali responsabili del degrado dell'isola: Procurad'e moderare, Barones, sa tirannia… ("Cercate di moderare, o Baroni, la vostra tirannia…").

Durante tutto il componimento viene descritta nei minimi dettagli la disastrosa situazione economica che attanaglia l'isola in quel periodo. Non mancano però invettive contro gli oppressori piemontesi che, a detta del poeta, se ne infischiano della Sardegna preoccupandosi delle proprie ricchezze e di sfruttare l'isola e le sue risorse, in maniera non dissimile dall'atteggiamento della Spagna nei confronti delle Indie (Fit pro sos piemontesos sa Sardigna una cucagna, che in sas Indias s'Ispagna).

Il canto si conclude con un vigoroso grido d'incitamento alla rivolta, suggellato da un detto popolare di lapidaria efficacia: Cando si tenet su bentu est prezisu bentulare ("quando si leva il vento, bisogna trebbiare").

Edizioni, traduzioni e critica letteraria

L'opuscolo di Procurade 'e moderare fu pubblicato clandestinamente a Sassari nei primi mesi del 1796, e non in Corsica, come era convinzione diffusa fino a qualche tempo fa[2]. Del resto Sassari, espugnata dai rivoltosi il 28 dicembre del 1795, era governata da esponenti della lotta antifeudale e dalla fine di febbraio del 1796 dall'alternos Giovanni Maria Angioy.

La prima traduzione in altra lingua fu quella in inglese di John Warre Tyndale del 1849 (Endeavor to moderate...) inserita nel suo The Island of Sardinia[3]. Nel giugno 1864 Auguste Boullier nei suoi saggi Essai sur le dialecte et les chants populaires de la Sardaigne, pubblicò una traduzione dell'inno in francese (Songez à modérer...).

L'inno, a parte le edizioni clandestine, era stato pubblicato per la prima volta in Sardegna nel 1865 da Giovanni Spano[4] e successivamente da Enrico Costa che, per primo, lo aveva anche tradotto in italiano[5], in occasione del centenario per l'entrata di Giovanni Maria Angioy a Sassari, fu ristampato in foglio volante con a fianco la traduzione in versi di Sebastiano Satta[6]. Infine fu tradotta in tedesco da B. Granzer e B. Schütze nel 1979 con il titolo Die Tyrannei.

Raffa Garzia propose un confronto fra la composizione del Mannu ed Il Giorno di Giuseppe Parini[7]. Lo studioso segnala inoltre altre due composizioni, su tematiche simili, una di Maria Baule, poetessa di Ploaghe, sul tentativo di invasione francese della Sardegna nel 1793, col titolo Ancòra semus in gherra che fu pubblicato da Giovanni Spano[8] ed un altro componimento, sempre riferito ai fatti del 1793, del poeta di Gavoi Michele Carboni (1764-1814) Animu, patriottas, a sa gherra!