Nell'ultimo mese

Elezioni primarie in Italia

Le elezioni primarie in Italia sono uno strumento elettorale atto alla scelta di candidati interni a un partito politico o a una coalizione.

Elezioni primarie in Italia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Romano Prodi e Arturo Parisi, tra i principali fautori delle primarie nel sistema politico italiano.
Romano Prodi e Arturo Parisi, tra i principali fautori delle primarie nel sistema politico italiano.
Romano Prodi e Arturo Parisi, tra i principali fautori delle primarie nel sistema politico italiano.

Le elezioni primarie in Italia sono uno strumento elettorale atto alla scelta di candidati interni a un partito politico o a una coalizione. In Italia questo tipo di selezione è relativamente acerba, essendo stata utilizzata per la prima volta soltanto all'inizio del XXI secolo.

Storia

Dopo alcuni sporadici episodi negli anni ottanta e novanta, questo tipo di competizioni primarie sono state promosse nel sistema politico italiano da Romano Prodi e Arturo Parisi nella primavera del 2005, quando in occasione delle imminenti elezioni regionali la coalizione di centro-sinistra, L'Unione, delegò i suoi potenziali elettori di decidere sulla scelta dei candidati a Presidente della giunta regionale di Puglia e Calabria. In quello stesso frangente, un altro tipo di elezione primaria venne organizzata dai Democratici di Sinistra per selezionare i candidati al Consiglio regionale della Toscana.

Tuttavia, il primo importante esempio di elezione primaria – svolto su scala nazionale e indirizzato a tutti gli elettori italiani di centro-sinistra – ebbe luogo il 16 ottobre dello stesso anno, quando L'Unione chiese ai suoi elettori di scegliere il candidato alla Presidenza del Consiglio dei ministri per le future elezioni politiche; la consultazione conferì l'incarico a Romano Prodi. Dopo il successo delle primarie nazionali del 2005, negli anni seguenti i partiti e le coalizioni di centro-sinistra hanno iniziato a fare largo uso di questo meccanismo per selezionare i loro candidati, anche a livelli politici locali.

I partiti e le coalizioni di centro-destra, invece, hanno raramente utilizzato tale strumento per la selezione dei candidati, anzi rifuggendo da esso in molti casi. Nella Casa delle Libertà, l'adozione del metodo delle primarie fu chiesta dal leader dell'UDC, Marco Follini – specialmente per il candidato alla Presidenza del Consiglio da presentare alle politiche 2006; dopo una serie di discussioni interne alla coalizione, la proposta svanì (dopo le consultazioni elettorali, Follini passò al nascente Partito Democratico). Un successivo tentativo di indire primarie di centro-destra in vista delle politiche 2013, portato avanti dal segretario del Popolo della Libertà Angelino Alfano,[1] venne fermato dalla ricandidatura di Silvio Berlusconi.[2] La Lega Nord organizzò elezioni primarie, riservate ai soli iscritti al partito con almeno un anno di militanza, il 7 dicembre 2013 per eleggere il nuovo segretario federale del partito, Matteo Salvini.[3] L'anno successivo Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale, il 22 e 23 febbraio, mise in piedi delle primarie nazionali, aperte a tutti i cittadini dell'Unione Europea a partire dai sedici anni d'età, per la scelta del proprio presidente, dei grandi elettori delegati al congresso nazionale e del nuovo simbolo, vinte da Giorgia Meloni.

Regole e leggi

Non ci sono leggi a livello nazionale per regolamentare le elezioni primarie. Con l'eccezione delle elezioni regionali in Toscana (descritte in seguito), sono i singoli partiti o coalizioni a decidere da soli le regole per le proprie primarie; le stesse forze politiche si fanno carico di tutta l'organizzazione, inclusi l'allestimento dei seggi e il conteggio dei risultati. Si registrano casi di primarie in forma aperta (tra cui le primarie nazionali, sia dell'Unione che del Partito Democratico, e varie primarie a livello regionale o comunale), con l'ammissione al voto di ogni potenziale elettore, così come casi di primarie ristrette agli iscritti dei partiti.

Il 17 dicembre 2004, la Regione Toscana ha approvato una legge[4] (nota come legge 70) che formalmente consente ai partiti di tenere elezioni primarie per stabilire i loro candidati, proponendo anche una comune regolamentazione dello svolgimento, e delegandone l'organizzazione e la gestione alla Regione e ai comuni, in modo simile alle elezioni regionali. A oggi hanno usufruito di questa opportunità le seguenti forze politiche:

  • per le elezioni di aprile 2005:[5]
    • DS, per scegliere i candidati al Consiglio Regionale;
    • Toscana Futura, per scegliere il candidato Presidente;
  • per le elezioni di marzo 2010:[6]
    • PD, per scegliere i candidati al Consiglio Regionale;
    • SEL, per scegliere i candidati al Consiglio Regionale.

Note

  1. ^ Alfano: “Le primarie Pdl si faranno, Berlusconi non intende candidarsi”, in lastampa.it, 1º dicembre 2012.
  2. ^ Alfano: “Berlusconi si ricandida. Le primarie del Pdl non si faranno”, in ilfattoquotidiano.it, 6 dicembre 2012.
  3. ^ Elezioni primarie della Lega Nord del 2013
  4. ^ Legge regionale 17 dicembre 2004, n. 70, raccoltanormativa.consiglio.regione.toscana.it. URL consultato il 3 ottobre 2012.
  5. ^ Regione Toscana:Banca Dati:Elezioni primarie 20 febbraio 2005, web.rete.toscana.it. URL consultato il 3 ottobre 2012.
  6. ^ Regione Toscana:Banca Dati:Elezioni primarie 13 dicembre 2009, web.rete.toscana.it. URL consultato il 3 ottobre 2012.

Collegamenti esterni

Leggi anche