Il tartufo sardo come risorsa alimentare ed economica

  • Scritto da Alba D'Alberto

Le quattro specie di tartufo di pregio presenti in Sardegna possono diventare lo strumento economico di punta delle zone più depresse dell’isola. 

Un recente convegno che si è svolto a Sennori ha avuto come obiettivo la valorizzazione e la promozione del fungo ipogeo. Il tartufo sardo deve essere conosciuto un po’ meglio ma deve anche diventare il centro di un circolo virtuoso. È necessario infatti che sia raccolto correttamente, che sia distribuito nel territorio sardo e ne sia effettuata una mappatura. I tartufai sardi, in questo incontro al quale hanno partecipato anche ricercatori, micologi di fama nazionale e docenti universitari, hanno finalmente visto “riconosciuto” il cuore del loro lavoro.

Ne parliamo al singolare, in realtà le specie di tartufo di pregio presenti in Sardegna sono ben quattro: il nero pregiato, il nero invernale, il tartufo bianchetto o marzuolo (tipico del periodo di marzo) e il nero estivo o scorzone (che si trova nel periodo compreso tra maggio e luglio). Il presidente dell'associazione tartufai della Sardegna Enrico Lancellotti ha sottolineato che questa risorsa alimentare è prima di tutto una risorsa economica per l’isola visto che ad essere ricche di tartufi sono proprio le zone più depresse della regione.

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Al momento, purtroppo, manca ancora una legge che disciplini la raccolta dei tartufi. In più, secondo gli esperti, dovrebbe essere sviluppata una piattaforma per mettere in contatto i tartufai con i cuochi per acquisti a Km zero. La Federazione italiana cuochi e l’Unione cuochi sardi sono già pronte alla rivoluzione anche perché il tartufo su presta a numerose lavorazioni, dai risotti alle verdure, fino al gelato. Inoltre si tratta di un prodotto versatile che si abbina benissimo con altri prodotti agroalimentari di qualità, dagli oli ai vini sempre prodotti in Sardegna.

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Durante il convegno c’è stato modo di conoscere anche altre risorse sarde: i vini offerti dalle cantine Delogu e Balares, il pane da Madrigosas di Olmedo e Semplicemente pane di Sennori, l'olio da Piras di Alghero, i salumi dalla Genuina di Ploaghe, i formaggi da Altea di Osilo quindi l’Isola dei Sapori di Sardegna con la sua linea di prodotti al tartufo, i dolci da “Mamme con torte”, i gelati dalla Gelateria del Golfo e infine l’acqua dalla San Martino mentre le stoviglie dalla Metro di Sassari.

Foto | Pixabay

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