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DUE SARDI NELL'ASSEMBLEA NATO

  • Scritto da Effe_Pi

Due sardi entrano a far parte dell'Assemblea parlamentare della Nato: sono il deputato di Sel Michele Piras e il senatore dello stesso movimento, Luciano Uras.

I due sono stati scelti per far parte di questo importante organismo internazionale, come componenti della delegazione italiana di 18 parlamentari.

L'Assemblea discute problemi di sicurezza comuni di ben 55 paesi, è composta da 257 membri e si occupa di rafforzare le relazioni transatlantiche, assistere allo sviluppo della democrazia parlamentare nell’area euroatlantica, incrementare la cooperazione con i Paesi interessati a creare legami stabili con l’Alleanza, promuovere lo sviluppo delle procedure e meccanismi parlamentari necessari a realizzare un efficace controllo democratico sulle forze armate.

Frasi che dette così possono significare poco, ma assumono maggiore importanza quando si viene da una regione che ha al momento sul suo territorio sette basi interessate dalle azioni dell'Alleanza Atlantica, che occupano migliaia di ettari di territorio sottratti alla sovranità dei sardi e spesso provocano danni alla salute e all'ambiente, come sta chiaramente emergendo con le inchieste relative al poligono interforze di Salto di Quirra. Proprio per questo, la presenza nell'organismo di due parlamentari della sinistra isolana può essere molto importante e avere "un significato particolare" come ha ricordato lo stesso Piras, essendo anche l’occasione per chiedere all'Assemblea guidata dal britannico Hugh Bailey "di rivedere profondamente il ruolo geopolitico assegnato all’Isola, quindi anche aprire un confronto al massimo livello sulla occupazione militare del nostro territorio e più in generale del Paese".

Sarà quindi fondamentale far valere le istanze della Sardegna in questa sede, anche perché le aspettative sono alte: sulla bacheca Facebook dello stesso coordinatore regionale di Sel sono numerosi i messaggi che chiedono di portare l'isola "fuori dalla Nato" e la Nato "fuori dalla Sardegna", come anche di proseguire "la battaglia contro le servitù militari", per arrivare al "via dalla nostra terra! (le basi)" fino al più classico "A fora", da sempre slogan di tutti coloro che immaginano quella sarda come una terra di pace e non di giochi (spesso pericolosi) di guerra.