Gioco d’azzardo: in Italia cresce il peso del sud. Cagliari leader in Sardegna
Il gioco d’azzardo tricolore vale oltre 157 miliardi di euro, con una fetta importanti di ricavi che viene generato nel Mezzogiorno. Ecco i dati, con uno sguardo particolare alla Sardegna.
E’ un settore in forte crescita, con un peso sempre più rilevante per l’economia e per la società italiana, il gambling che viene descritto nel nuovo “Libro nero dell’azzardo”, pubblicazione curata da CGIL, Federconsumatori e Fondazione Isscon.
Lo studio ha analizzato l’evoluzione del gioco d’azzardo nel corso del tempo, mettendo in luce numeri impressionanti e criticità. Partiamo allora dai dati: lo scorso anno, la raccolta complessiva del gioco ha superato la quota dei 157 miliardi di euro, pari al 7,2% del Pil nazionale. Una crescita importante di quasi il 43% rispetto al 2019, mentre la variazione annua sul 2023 è stata del +6,6%. A livello individuale, invece, la raccolta pro-capite ha raggiunto i 3.137 euro, con perdite complessive dei giocatori pari a quasi 23 miliardi di euro: un valore che corrisponde al reddito medio netto di 1,15 milioni di lavoratori a tempo pieno.
A fare la voce grossa è ancora il comparto online, che, come si legge su Giochidislots, nel 2024 ha movimentato 92,1 miliardi di euro (+12,2% rispetto al 2023), contro i 65,3 miliardi del gioco fisico, ancora al di sotto dei livelli pre-pandemia. Numeri, questi, che fanno dell’Italia il primo mercato europeo del gioco d’azzardo, con cifre superiori a quelle di Regno Unito, Germania e Francia. Ma diamo uno sguardo alla geografia: il fenomeno del gioco digitale è capillare nel nostro paese, con oltre 20 milioni di conti di gioco attivi (praticamente 1 ogni 2 cittadini adulti), distribuiti in maniera omogenea ma con particolare frequenza nel sud Italia. La Campania, infatti, guida la classifica con 843 mila nuovi conti aperti in un solo anno mentre tra le città spicca Isernia, con un giocato pro-capite online di 6.853 euro, cresciuto del 155% in due anni. Il report segnala poi una forte concentrazione in province come Siracusa, Messina, Palermo, Napoli e Caserta così come Reggio Calabria, Taranto e Teramo. In tutte queste aree la spesa media supera i 3.000 euro pro-capite.
Ma guardiamo un attimo la situazione della nostra regione, basandoci sui dati resi noti da LaNuovaSardegna. In Sardegna, nel solo 2023, sono stati spesi oltre 3 miliardi e 700 milioni di euro in gioco d’azzardo, con un’impennata rispetto ai 2,1 miliardi del 2022. Il 62% delle giocate avviene online (confermando quindi il trend che si registra a livello nazionale), mentre la spesa pro-capite regionale tra i 18 e i 74 anni raggiunge i 1.969 euro annui. Nei capoluoghi spiccano Cagliari (2.287 euro pro capite di spesa), Oristano (2.025) e Sassari (1.973), mentre tra i piccoli comuni si segnalano i casi di Pozzomaggiore (8.289 euro pro capite), Castelsardo (4.258) e Arborea (3.961).
Numeri importanti, che confermano l’esistenza di una filiera in crescita. Numeri che spingono però anche a rinnovare l’impegno per un gioco equo, responsabile e sicuro. Un gioco in cui si vince tutti.
Foto | Cnina8 su Flickr