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Il nuovo governo ungherese invita Netanyahu a Budapest ma precisa: "nessun salvacondotto sull'arresto"

Magyar Péter, nuovo primo ministro ungherese e leader del partito Tisza, ha invitato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a Budapest. L'invito è stato esteso anche ad altri capi di Stato in occasione del settantesimo anniversario della rivoluzione ungherese del 1956.

Tuttavia, l'invito non offre alcuna forma di protezione a Netanyahu. Magyar ha chiarito che, essendo l'Ungheria ancora membro della Corte Penale Internazionale (ICC), chiunque sia sottoposto a un mandato di arresto internazionale e metta piede sul suolo ungherese deve essere messo in stato di detenzione. Netanyahu è stato destinatario di un mandato di arresto da parte della CPI nel 2024 per presunti crimini di guerra e contro l'umanità.

Magyar ha affermato di aver espresso chiaramente al premier israeliano la posizione dell'Ungheria riguardo all'ICC, sottolineando che non c'è alcun "inganno" e che ci si aspetta che un capo di governo conosca le norme legali internazionali. Il processo di uscita dall'ICC, avviato dal governo uscente di Viktor Orbán, non si è ancora concluso, anzi Magyar si era impegnato in campagna elettorale a riportare l'Ungheria nell'alveo del diritto internazionale.

In sintesi, l'invito di Magyar a Netanyahu non implica un salvacondotto; al contrario, l'Ungheria, in quanto membro dell'ICC, sarebbe obbligata a eseguire il mandato di arresto della Corte.