Misteri di Sardegna, la tragedia dei piccoli Paolo e Laura a Sa Serra
- Scritto da Effe_Pi
Nel 1977 "Sa Serra" era un pugno di case immerso nelle verdi campagne all'epoca sotto il comune di Buddusò. Un piccolo borgo abitato da appena duecento anime.
Di Serpico
Un paese a vocazione agricola e agro-pastorale come tanti in Sardegna. Vita scandita da stagioni e dai cicli delle campagne verdi ai piedi di un grande altopiano.
Tutto si conoscono e si dorme con le porte aperte. I vicinati sono una famiglia allargata dove si condividono feste e lutti, gioie e dolori.
Un posto tranquillo e sicuro dove vivere e fare crescere i propri figli in mezzo a una natura incontaminata.
Non doveva stupire allora se Paolo e Laura due bellissimi fratellini di sette e nove anni, nel lontano e piovoso ottobre del 1977 chiesero il permesso alla madre di andare a cercare funghi nei boschi poco distanti dalla loro abitazione.
Permesso accordato con la regola che sarebbero dovuti essere di rientro a casa alle tredici e trenta.
Si portarono dietro un sacchetto con delle banane come merenda.
La madre dei piccoli Maria Erre era una casalinga, il marito un forestale e consigliere comunale con il partito scudocrociato.
Maria, non vedendo i suoi bimbi rincasare inizia a preoccuparsi, inizia ad agitarsi ed è inquieta.
Ha un brutto presentimento anche perché Paolo e Laura sono bambini ubbidienti e non fanno mai tardi.
La speranza è che, sulla via del rientro, si siano attardati con qualche compagno di giochi.
Maria ha una brutta sensazione !
I bambini non ritorneranno mai a casa!
Iniziarono febbrili le ricerche in tutte le campagne circostanti del piccolo paese alle quali parteciparono numerose persone, tra amici e parenti.
Purtroppo a meno di quattrocento metri da casa, sul greto di un fiumiciattolo la macabra scoperta che gela il sangue e che farà piombare tutti nel terrore.
I corpicini ricoperti di pietre erano diversi tra il prato e il fiume. Furono picchiati, torturati e finiti a colpi di pietra. Sulla piccola Laura i segni inequivocabili di una violenza sessuale bestiale..
La tragedia ebbe ampio risalto in tutta l'isola, teatro in quegli anni di gravi fatti di sangue, con sequestrati, faide e omicidi.
Ma la vicenda di Sa Serra è diversa, esula gli episodi di sangue ai quali ci si era abituati dalle cronache di quegli anni.
L'uccisione di due bambini lascia sgomenti e smarriti.
Una tragedia e un incubo che avvolge tutta la comunità dove inizia sin da subito la caccia al mostro.
Mostro che si annida tra le piccole case che hanno visto crescere i due bambini alla quale brutalmente hanno tolto la vita.
Voci e sospetti serpeggiano tra gli abitanti. E soprattutto prevale un sentimento che nessuno conoscava sino allora, la paura!
Le indagini vanno a rilento e nessuno ha visto nulla.
Si arriva a sospettare di un ragazzo del posto, " lo scemo del villaggio" con evidenti problemi psichici . Ma il giovane mai aveva date segnali o comunque avvisaglie di una potenziale condotta violenta.
Non sembra che comunque sia in grado neppure fisicamente di perpetrare un tale massacro, che dalle prime battute e rilievi, apparve subito opera di più mani.
Il giovane risulterà estraneo ai fatti ma nelle sue dichiarazioni spontanee indicherà come colpevole del terribile omicidio un giovane parente di appena tredici anni .
Affermò di averlo visto attraverso un cespuglio colpire i due bimbi con delle pietre, dopo averli attirati con un tranello in un posto appartato sulle rive del fiume.
Questa testimonianza non convinse gli inquirenti e presentò lacunosa e non attedibile.
Nulla poi si dimostrò fondato e ad oggi l'orco non è stato mai individuato, grazie forse alla complicità di chi vide o seppe qualcosa portandosi nel profondo dell'anima questo segreto pesante con un macigno.
Improbabile ai più il fatto che l'orrore fosse stato perpetrato da qualcuno venuto da fuori.
Il mostro, celato da un viso conosciuto, ha continuato a vivere tra quei boschi e tra quelle case che da quel giorno hanno conosciuto la paura e il sospetto.
I genitori che mai si sono arresi nel chiedere giustizia, in seguito ebbero altri due figli chiamati Paolo e Laura, proprio come i loro sfortunati fratellini.
Il villaggio visse una colpa collettiva di fronte ad una simile tragedia. Una ferita aperta e mai rimarginata che ha cambiato per sempre "Sa Serra".
Un luogo immerso nelle sughere e nei macchioni di lentisco dove nessuno conosceva la paura e non chiudeva mai le porte a chiave.
Ai funerali parteciparono cinquemila persone e quel giorno del lontano 1977 persino il cielo pianse.