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Sardegna come Cayenna, anche ora gli industriali si ribellano

  • Scritto da Effe_Pi

Confindustria Sardegna Centrale esprime nuovamente la propria "forte preoccupazione" in merito alla decisione del Governo di destinare le strutture carcerarie della Sardegna alla esclusiva detenzione di reclusi sottoposti al regime del 41 bis, con particolare riferimento al carcere di Badu 'e Carros di Nuoro, e chiede al governo "di aprire un confronto serio" sul tema.

Gli industriali plaudono anche alla mobilitazione indetta dalla governatrice Alessandra Todde il 28 febbraio condividendo "pienamente le ragioni che stanno animando il dibattito pubblico e istituzionale intorno a questa vicenda", e guardando "con favore a ogni iniziativa che faccia sentire, in modo unitario e senza strumentalizzazioni di parte, la voce della Sardegna". La scelta del governo "rischia di produrre effetti gravi e duraturi su una comunità e su un tessuto produttivo che già da tempo affronta condizioni di fragilità strutturale - afferma l'associazione degli industriali. Il timore fondato è che, come accaduto in altri territori, elementi della criminalità organizzata possano occupare spazi dell'economia locale. È un percorso che il Nuorese non può permettersi di percorrere. Le imprese hanno bisogno di operare in contesti sicuri, trasparenti e liberi da condizionamenti".   

"Ciò che rende questa decisione ancora più grave è il contesto in cui si inserisce - attacca Confindustria - Da decenni il Nuorese assiste a un arretramento sistematico della presenza dello Stato. La recente soppressione della sede della Corte di giustizia tributaria di Nuoro non è un episodio isolato. È soltanto l'ultimo tassello di un lungo e doloroso elenco di chiusure e dismissioni. Un percorso che appare ormai inarrestabile e, temiamo, irreversibile. A fronte di questo disimpegno progressivo, la Regione ha seguito nel tempo la stessa logica dei numeri che governa le scelte dello Stato centrale, privilegiando i territori con maggiore peso demografico e lasciando le aree interne ai margini della programmazione e privi di investimenti. Il territorio sta pagando il prezzo di queste politiche miopi e prive di una vera visione di sviluppo per la Sardegna centrale". In questo quadro la scelta di destinare Badu 'e Carros al 41-bis significa, per gli industriali, "non soltanto ignorare le esigenze del territorio, ma imporre ulteriori vincoli e diseconomie a una comunità che non ha ricevuto dallo Stato alcuna misura di sviluppo equivalente a quanto le è stato sottratto negli anni".

Foto | Riccardo Agostini su Flickr