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Porcetto vietato? è polemica alla regione sarda

Secondo il centrodestra la nuova norma regionale contro la peste suina massacra il piccolo allevamento e distrugge una tradizione millenaria della Sardegna, secondo Deriu del Pd non cambierà niente per le aziende, solo alcune prescrizioni per i non professionisti.

Una legge regionale pone limiti all’allevamento casalingo dei maiali e in Sardegna scoppia la polemica. Con la legge regionale 28 sulla suinicoltura, secondo il centrodestra di Ugo Cappellacci, ex governatore e deputato di Forza Italia, "Il centrosinistra calpesta le nostre tradizioni e massacra il piccolo allevamento di maiali: una follia così non si era mai vista". E gli fa eco Tore Piana, presidente del Centro Studi Agricoli, secondo cui "La legge va urgentemente modificata, perché così come è stata approvata distrugge una tradizione millenaria della Sardegna, costituita dal Porcetto sardo. Così “non si potranno più allevare suini in grado di riprodursi ma soltanto quelli da ingrasso - sostiene Cappellacci- con un colpo solo cancelleranno ogni forma di piccolo allevamento a conduzione familiare.  

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Piana ricorda che l'articolo 4 al comma 2 recita che "nell'allevamento familiare si possono detenere fino a quattro capi suini da ingrasso e non è consentita la presenza di capi riproduttori. Nella stessa azienda agricola non è consentito più di un allevamento di tipo familiare. Tutti i capi allevati sono destinati all'autoconsumo e non sono oggetto di attività commerciale o di movimentazione verso altri allevamenti". "Ciò significa - denuncia Piana - che in Sardegna, con allevamento per uso familiare non può essere prodotto il porcetto sardo ma solo l'ingrasso per un massimo di 4 maiali. Una norma che non sta né in cielo né in terra, tutti sanno e tutti sappiamo che per tradizione millenaria in Sardegna, allevare e produrre in proprio il Porcetto è una tradizione millenaria e non sarà certo una legge a bloccare", conclude Piana. Ribatte il consigliere regionale del Partito democratico, Roberto Deriu, che afferma che con la nuova legge “non cambia nulla nelle aziende agricole sarde, anche in quelle di famiglia”, semplicemente “per chi ha maiali senza essere allevatore professionale, si devono osservare prescrizioni particolari contro la peste suina”.

 

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