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Oristano si promuove con le Invasioni Digitali

  • Scritto da Effe_Pi

Invasioni DigitaliQuesto pomeriggio il "lancio" sui social network del Seminario e della Biblioteca Arcivescovile per farli conoscere al grande pubblico del web.

Sbarcano ad Oristano le Invasioni Digitali, un'invenzione per promuovere territorio, città e monumenti utilizzando i social network in maniera davvero utile. Il progetto è stato attuato in tutta Italia e oggi arriva anche nell'oristanese, per promuovere online il Seminario e la Biblioteca Arcivescovile della città: creato da Fabrizio Todisco e Marianna Marcucci, secondo i promotori ha ottenuto "l’incredibile risultato di aver risvegliato la voglia di fare cultura e parlare di cultura tra gli abitanti del mondo 'social network'”. Oggi alle 16 l'evento di Oristano, organizzato da Tiziana Tirelli e Stefano Cannas: si punta in particolare alla promozione della biblioteca, visto che il Seminario è già piuttosto conosciuto anche fuori. L'antico sito arcivescovile conserva circa 25mila volumi tra i quali importantissime cinquecentine (circa 300) seicentine (700) e 3600 settecentine. Diversamente da ciò che si potrebbe pensare, meno della metà delle opere presenti nella Biblioteca Arcivescovile sono di carattere ecclesiastico.

Tra le “chicche” di cui si parlerà durante l’invasione digitale sono da citare sicuramente la Bibbia poliglotta (in ebraico e greco oltre che nella versione samaritana siriaca arabica caldaica) e la seconda edizione della Enciclopedia delle scienze e dei mestieri pubblicata da Diderot e D’Alambert stampata in Toscana tra il 1758 e il 1766. L’invasione digitale si integra con la più conosciuta manifestazione Monumenti Aperti, in occasione della quale gli studenti della scuola Media Leonardo Alagon, presenteranno a tutti i visitatori (invasori e non) i tesori nascosti del Seminario e della Biblioteca. L’invito è quindi per tutti coloro i quali, armati di passione, smartphone o tablet hanno voglia e fantasia di promuovere sui social network monumenti spesso dimenticati ed esperienze legate alla fruizione dei beni culturali. Bisogna utilizzare sempre il tag #invasionidigitali o #digitalinvasions se i contenuti sono in inglese, ai tag ufficiali vanno poi associati quelli specifici della singola Invasione, così da permettere a chi segue online di non perdersi neanche un tweet/post/pin.

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