Culture visibili per la settimana romana dei designer

  • Scritto da Effe_Pi

Nella capitale 9 giorni tra eventi, workshop e mostre, con tanti riferimenti visivi anche alla cultura della Sardegna.

Nove giorni di eventi, sei workshop, tre mostre, dieci momenti di discussione, due premi, due progetti speciali, una conferenza plenaria, un circuito di appuntamenti OFF ed oltre trenta speaker da tutta Europa: sono i numeri della settima edizione di Aiap Design Per – International Graphic Design Week in programma a Roma da sabato 23 settembre al primo ottobre. Gli eventi, tutti a ingresso libero fatta eccezione per i workshop, sono ospitati dall’Istituto Centrale per la Grafica, organismo museale di rilevanza internazionale con sede a due passi dalla Fontana di Trevi, dalle cui sale si gode di una splendida vista su uno dei monumenti più famosi di Roma, e hanno come filo conduttore il tema delle Culture visibili.

LEGGI ANCHE | Al Salone del Mobile in mostra un secolo di design sardo

Tra queste, ci sono le copertine dei vecchi libri della Feltrinelli, come quella del celebre capolavoro di Gavino Ledda, Padre Padrone, insieme alle migliori campagne pubblicitarie dei decenni passati, che mostrano anche l’evoluzione visiva del nostro advertising. Tuffi nel passato che interessano anche prodotti come la Birra Dreher, che a lungo è stata tra le più consumate nell’isola, oltre ad essere prodotta nella fabbrica di Macomer (la cui vicenda è rievocata qui).

«Le culture visibili – spiegano i curatori – sono spazi fisici e virtuali generati dalla stratificazione di storie che, con l’ausilio del design della comunicazione visiva, creano identità, risorse, servizi, e valorizzano istituzioni, aziende, ridando centralità al ruolo del designer, figura in grado di generare sviluppo e contribuire al miglioramento della qualità della vita. Per la settima edizione di Aiap Design Per abbiamo scelto Roma con convinzione. Per storia, cultura, popolazione e ruolo strategico è per antonomasia la Città, e quindi scenario ideale per indagare le culture visibili».

Leggi anche