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A Cagliari l'Opera incontra Google Glass

  • Scritto da Effe_Pi

La TurandotAl Lirico del capoluogo sardo la prima versione della Turandot con l'utilizzo degli innovativi occhiali ipertecnologici del colosso di Mountain View.

L’opera entra nell’era tecnologica di Google Glass. La prima esperienza di questo tipo è stata al Lirico di Cagliari nel momento in cui la perfida Turandot, oltre a tagliare teste, ha inforcato i Google Glass e si è prestata a un interessante esperimento di rappresentazione collettiva e interattiva. Una prima mondiale, salutata da una copertura mediatica internazionale. Certo, come tutte le prime volte, è stata più l'emozione dell'ignoto a far battere i cuori che la completezza dell'esecuzione. Insomma: l'idea è buona, ma c'è ancora parecchio da limare.

Intanto bisogna fare i conti con i limiti tecnici imposti da Mountain View. Al momento, ad esempio, niente streaming. Ecco allora che l'unità di ricerca e sviluppo tecnologico del Lirico di Cagliari, guidata da Nicola Fioravanti, ha aggirato l'ostacolo creando una 'staffetta' tra chi sul palco indossava gli occhiali multimediali (tre in tutto) e i tecnici. Così il download avveniva quasi in tempo reale e grazie all'app 'semestene' - realizzata in partnership tra il MediaLab del Lirico e la TSC Lab - le foto e i video prodotti da orchestrali e attori potevano essere automaticamente 'sparati' sui social network del teatro. Un dialogo potenzialmente esplosivo capace di abbattere molti steccati. E forse avvicinare un pubblico nuovo a una delle arti più difficili cui avere accesso.

"Questa alla fine è la vera sfida", spiega il Sovrintendente del Lirico Mauro Meli, che ha spiegato come si siano collegate in rete per seguire l’innovativo spettacolo ben 300mila persone”. Se l'obiettivo era essere moderni, questo è stato raggiunto, anche e sopratutto grazie alle scenografie dello scultore sardo Pinuccio Sciola. Che ha trasformato la Pechino della meraviglia in un deserto di pietra straniante, tela perfetta per i costumi fantasmagorici di Marco Nateri. L'effetto finale è un mix rinfrescante tra il sempiterno Oriente e Star Wars.

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