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Teulada, i rifiuti e i bambini lombardi

  • Scritto da Effe_Pi

Una bella storia di un gruppo di bambini che hanno pulito una spiaggia dell'isola sud-occidentale è diventata strumento di luoghi comuni su quella che viene definita "Burundi della Sardegna".

C’è una storia che aveva tutti gli elementi per essere bella ed edificante: dei bambini che puliscono una spiaggia dove ci sono troppi rifiuti, una madre orgogliosa che posta le foto dei suoi piccoli e del loro lavoro sui social network, associazioni e utenti che condividono il tutto come una buona pratica da esportare. Peccato che questa storia, che si è sviluppata nel corso del fine settimana tra Teulada, un sito internet e alcuni account Facebook, abbia perso strada facendo il suo contenuto positivo e sia diventata un modo per diffondere xenofobia spicciola e una serie di luoghi comuni sui sardi e in generale sui meridionali sporcaccioni e poco civili. E’ successo quando l’associazione Libera Azione Italiana (che già dal nome sembra di chiare simpatie destrorse) ha pubblicato sul suo sito un resoconto di quanto accaduto sulle spiagge della località nella Sardegna sud-occidentale: già il titolo ha fatto arrabbiare molti, visto che recita “Teulada: bambini lombardi insegnano agli indigeni sardi la civiltà, esempi di buona educazione”. 

Il riferimento agli “indigeni” poco civili sarebbe già poco simpatico, ma l’articolo prosegue rivendicando la protesta dell’associazione per la sozzeria sulle spiagge e strade di Teulada, chiedendo venia (a chi? Ndr) per un territorio meraviglioso “che gli indigeni locali non sanno rispettare. Dura scontrarsi con uno zoccolo duro di sottocultura e ignoranza, soprattutto quando si tratta di invitare certa gente ad assumersi le proprie responsabilità”. Il post prosegue con insistenza su ciò che è stato fatto da Libera Azione Italiana, che avrebbe prodotto anche risultati, ad esempio a Quartu Sant’Elena, e dopo un’immagine esemplificativa di una spiaggia teuladina con scritto sopra a caratteri cubitali neri “Teulada: paradiso dell’incivilità”, descrive la località come “il Burundi della Sardegna”, la “terra dei selvaggi”, come la definirebbero “su, più a nord”. Infatti, sulle spiagge si troverebbe di tutto, da “bottiglie di birra, cartacce, scatolette, bicchieri e piatti di plastica, bottigliette d'acqua vuote e scatolette taglienti di tonno, Simmental ecc”: per fortuna dei selvaggi sardi, il “buonsenso di alcuni turisti lombardi in zona si manifesta anche quest’anno”; i portatori di civiltà (che purtroppo come abbiamo scritto in passato non sempre sono tali), si sono accorti dello sfregio a quel meraviglioso territorio e si sono messi “a raccogliere l'immondizia generata da altri”. Insomma, gli eroi di turno sono dei bambini di Arona, belli e biondi come si conviene ai lombardi portatori di civiltà.

Al di là della buona azione dei piccoli incolpevoli, riportata peraltro in maniera piuttosto acritica da alcuni media sardi, il tono usato da quelli di Libera Azione Nazionale a molti non è piaciuto, nell’isola: a parte gli insulti vari, su Facebook si possono leggere commenti furiosi come “E’ così che ripagate ospitalità e disponibilità da parte nostra? Siete Asini”, oppure “i baby milanesi Insegnano ai nostri bambini come pulire le spiagge sporcate da turisti incivili magari di provenienza lombarda” o “prossima estate all’idroscalo (di Milano Ndr) a catturare e ripulire da tutte le pantegane”. Non ci sono invece commenti di sardi “imbufaliti” (come vengono definiti), sulla  pagina Facebook ufficiale dell’associazione che si autodefinisce “un gruppo apolitico, creato da cittadini italiani che si dedicano a tematiche sociali, basate su prove generate da continue e approfondite ricerche del nostro staff.. Liberazione italiana nasce dal bisogno di sentirci uniti in quanto popolo, con valori e principi fondamentali”. Sarà che anche i teuladini danno loro ragione o si tratta di un’eccessiva “moderazione” dei commenti? sarebbe incredibile se i portatori di civiltà non accettassero critiche proprio da chi deve subire i loro attacchi, no?

Foto: Pixabay | CC0 Public Domain 

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