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Inchiesta per epidemia colposa sulle discoteche sarde

Dopo il servizio di Report si muove la Procura di Cagliari, e da più parti ora si chiede di vedere il parere del Cts sulle riaperture dei locali ad agosto.

Un'inchiesta per epidemia colposa è stata aperta dalla Procura di Cagliari a seguito della messa in onda di un servizio di Report sull'apertura delle discoteche estive in Sardegna che avrebbe favorito la diffusione del Covid prima nell'Isola e poi anche in varie regioni italiane. I magistrati vogliono capire se la Regione abbia consentito l'apertura dei locali della Costa Smeralda nonostante fosse a conoscenza dei rischi.

La procuratrice Maria Alessandra Pelagatti ha affidato l'indagine all'aggiunto Paolo De Angelis, che guida il gruppo specializzato in colpe mediche composto dai sostituti Guido Pani, Daniele Caria e Diana Lecca. Nell'immediato gli investigatori della Procura si concentreranno sul parere del Comitato tecnico scientifico che risulta allegato alla decisione del governatore Solinas. Nel servizio di Report vari consiglieri regionali di maggioranza e opposizione hanno fatto riferimento a quel documento, ma dichiarando di non averlo mai visto.

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Lo stesso conduttore Sigfrido Ranucci ha rimarcato la stranezza del fatto che nessuno avesse visto quell'atto, ipotizzando che gli esperti della task force regionale possano non aver autorizzato la riapertura e sollevando il dubbio sull'esistenza stessa del documento. Un dubbio che, a quanto pare, anche la Procura di Cagliari ha deciso di fugare.
"In un mondo normale domani si terrebbero nuove elezioni regionali". Così il presidente dell'Anci Sardegna, Emiliano Deiana, dopo la puntata di Report. "Se esiste un parere del Comitato tecnico scientifico allora lo tirino fuori velocemente, perché altrimenti le istituzioni autonomistiche perdono anche il residuo di credibilità che gli rimane - scrive in un post su Facebook - se invece non c'è si dica che è stata presa una decisione politica, perché i soldi di pochi valgono più della salute di tutti i sardi".  

Secondo Deiana, comunque, "Report ha traslato la problematica: ha fatto credere che siano stati i sardi a contagiare il resto d'Italia. Mentre il virus è arrivato con i turisti". Quindi, precisa, "le vere vittime di questo contesto malsano sono i sardi e la Sardegna e nessuno - il Governo in primis - ha proibito l'invasione senza controlli sanitari in ingresso". Questo, conclude Deiana, "ci dovrebbe consigliare che serve - oggi più che mai - una classe politica che ha testa e cuore in Sardegna, che il modello turistico fin qui costruito è un modello dello sfruttamento e del vassallaggio moderno, che la nostra terra ha diritto ad autodeterminarsi in maniera autorevole e umana".

"Ho richiesto al governo di acquisire il parere del Comitato tecnico scientifico e una verifica approfondita sulle problematiche del sistema ospedaliero della Sardegna, anche valutando l'ipotesi di un commissariamento della sanità regionale". Così il deputato del M5s, Nardo Marino, che oggi ha depositato un'interrogazione ai ministri della Salute, Roberto Speranza, e degli Affari regionali, Francesco Boccia, dopo l'intervista a Report del capogruppo in Sardegna di Forza Italia, Angelo Cocciu, sull'apertura ad agosto delle discoteche nell'isola.   

Foto | Marco su Flickr

 

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