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Solinas: stato d’emergenza fino al 31 luglio, poi la rettifica

La comunicazione della regione getta nel panico popolazione e operatori turistici, la precisazione: scadenza solo formale, non cambia niente.

Un fulmine a ciel sereno. Mentre tutti aspettano – anche in Sardegna – il picco dell’epidemia di coronavirus in corso, sperando in un successivo calo dei contagi che permetta l’allentamento delle attuali restrizioni, con la scadenza di queste fissata per il momento dal governo al 3 aprile, il presidente della regione sarda, Cristian Solinas, dichiara “lo stato di emergenza regionale fino al 31 luglio 2020, per consentire una tempestiva attuazione delle disposizioni nazionali secondo le specificità del contesto isolano”. Una comunicazione compresa da pochi, che fa temere una serrata totale delle attività e degli spostamenti in Sardegna fino a metà estate, che brucerebbe completamente una stagione turistica che già si annuncia di grande sofferenza.

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La decisione - viene spiegato nel documento che la comunica- viene presa per “causa della rapida evoluzione della situazione epidemiologica e dell'incremento dei casi. Oltre quelli della presidenza del Consiglio dei ministri, la giunta ha emanato una serie di decreti restrittivi validi per la comunità sarda, con effetti immediati anche in altri settori oltre a quello sanitario, come nella gestione dei trasporti da e per la Sardegna, con controllo e supporto per assicurare spostamenti motivati anche all'interno del territorio regionale, l'approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale e l'assistenza alle persone che, rimanendo isolate, non possono accedere ai servizi essenziali attraverso gli strumenti informatici".  Insomma, sembra a tutti gli effetti un’ulteriore stretta, e viene citato anche l’arrivo di migliaia di persone da altre regioni, in particolare del Nord, nelle ultime settimane, anche se al momento il problema in Sardegna sembrano più gli ospedali, visto che oltre la metà dei contagiati totali sono medici e operatori sanitari.

L’arrivo della comunicazione, nella serata di ieri, scatena subito rabbia e polemiche: perché la Sardegna prevede un’emergenza molto più lunga di quella nazionale? La giunta è quindi costretta a precisare che "la dichiarazione di stato d'emergenza è solo finalizzata ad assicurare una maggiore autonomia e allo snellimento delle procedure sul territorio". Insomma, non ha nulla a che vedere con le attuali limitazioni che prevedono, tra le altre cose, l'interruzione del traffico passeggeri da e per l'Isola e stabilita con decreto del Ministero dei trasporti, oltre all'obbligo per chi entra in Sardegna di restare in isolamento per 14 giorni.

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