Nell'ultimo mese

Rotte della droga: c'è anche la Sardegna

  • Scritto da Effe_Pi

Luna - S CargoSequestrate nelle acque dell'isola 20 tonnellate di cannabis su un cargo battente bandiera della Tanzania.

Tornano i grandi sequestri di droga nel Mediterraneo, e la Sardegna è direttamente coinvolta. In particolare, negli ultimi mesi sono state intercettate diverse imbarcazioni cargo che trasportavano grandi quantitativi di stupefacenti, e in alcuni casi l'"abbordaggio" in mare è avvenuto al largo dell'isola. Ad esempio, l'8 settembre scorso, la Marina francese ha intercettato nelle acque sarde una nave che trasportava 20 tonnellate di cannabis. Nel 2013, è già il terzo sequestro del genere operato dai militari transalpini, e che secondo Rfi (Radio France International) dimostra l'evoluzione delle catene di approvigionamento del mercato europeo.

Ad essere bloccata al largo della Sardegna è stata l'imbarcazione Luna- S, battente bandiera della Tanzania; avvistata da un aereo della Dogana francese è stata inseguita e l'equipaggio ha dato fuoco alla nave. Gli otto membri sono stati evacuati e Luna- S è stata poi rimorchiata in Francia. Nei giorni precedenti era stata la Marina italiana a scoprire un altro carico con bandiera della Tanzania al largo di Malta, e anche in questo caso l'equipaggio, che trasportava 30 tonnellate di marijuana, ha appiccato un incendio sull'imbarcazione. Notizie che fanno il paio con quelle provenienti dall'isola, dove sempre più spesso vengono scoperte grandi piantagioni di Canapa indiana, destinate alla produzione di erba da fumare.

Purtroppo, il possibile referendum in Italia sulla legalizzazione delle droghe leggere non si farà, visto che i Radicali non sono riusciti a raccogliere tutte le firme necessarie per presentare il quesito alla Corte Costituzionale, ma è sempre più evidente che anche la Sardegna sta diventando un centro per losche produzioni e traffici su cui la repressione, pure necessaria, non basta, anche perché con un egualitarismo del tutto discutibile colpisce allo stesso modo i grandi trafficanti internazionali e coloro che coltivano poche piantine per uso personale o medico.

 

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