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Auto elettriche: in Sardegna prima ricarica a biogas

  • Scritto da Effe_Pi

Un'innovativa colonnina di ricarica veloce è disponibile a tutti alla centrale Agrifera di Decimoputzu, che utilizza biomasse vegetali ma anche scarti agricoli, agroindustriali e di allevamento per produrre energia.

Un innovativo sistema di ricarica per le auto elettriche basato sul biogas. Una novità relativa alle energie rinnovabili che arriva da Decimoputzu ed è stata raccontata dal blog di ambiente Ecologiae, che racconta come si tratti di una colonnina per la ricarica rapida, con una potenza di “ben 22 kW”. Questo esempio di alta tecnologia si trova nella centrale a biogas della società agricola Agrifera, nel paese del cagliaritano, ed è ad accesso pubblico. La struttura ha pensato, continua il post di Ecologiae,  ad un particolare percorso didattico “che permette di scoprire meglio il funzionamento della tecnologia del biogas, che ad esempio in Inghilterra viene ricavato usando la birra”. La centrale ha aperto i battenti solo due anni fa ed ha una capacità pari ad 1 MW, in grado di produrre ben 8000 Mwh di energia elettrica all’anno, mediante la combustione del gas, che viene ricavato tramite la fermentazione anaerobica di biomasse vegetali, ma anche degli scarti agricoli ed agroindustriali oltre che scarti di allevamento.

Il biogas che alimenta la prima colonnina di ricarica rapida in Sardegna si caratterizza per essere prodotto con un particolare ciclo che “risulta essere del tutto integrato all’interno del tessuto agricolo, permettendo la produzione sia di energia elettrica che di energia termica senza incidere sull’ambiente circostante”. Interessante infine notare come proprio dalla produzione di questo biogas “si ottengono dei residui particolarmente nutritivi che si possono riutilizzare direttamente nel campo agricolo, come ad esempio nella concimazione, evitando in parte o del tutto l’utilizzo di prodotti chimici di sintesi”.
Ma come spesso accade, non tutto è proprio rose e fiori, visto che nel 2013 proprio questa centrale è stata messa sotto accusa dagli ecologisti di Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, che contestavano i conferimenti “di materiale non conosciuto ma dal forte odore nauseabondo alla centrale”. L’intervento faceva seguito ad altre denunce precedenti, prese in carico dal Settore Ecologia e Polizia della Provincia di Cagliari, alle quali la società aveva risposto che il biogas prodotto nell’impianto “non sarebbe provenuto da liquami considerati rifiuti e/o altri rifiuti di origine organica”.

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