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Emergenza regionale: 130 mila poveri in Sardegna

  • Scritto da Effe_E

CagliariLa Sardegna, nonostante le sue grandi potenzialità, incassa il colpo. E i numeri non tardano ad arrivare.

Ci sono regioni che soffrono pesantemente il colpo inferto dalla crisi. Questa morsa d'acciaio che illude e sembra mollare la presa, ma che poi la ristringe rabbiosa più che mai, ha causato danni quanto le epidemie dello scorso secolo. Tutta la penisola scivola sotto il muro dell'indigenza, in silenzio, denunciando sporadicamente episodi a random, ma a onor del vero va detto che il sud, quel sud già fin troppo martoriato, soffre ancora di più questo essere in bilico sull'orlo della recessione. Lasciamo stare i luoghi comune, lasciamo stare le accuse e le colpe, lasciamo gli indici in basso senza puntarli su nessuno, limitiamoci a denunciare l'ennesima sofferenza, l'ennesima vergogna, l'ennesima emergenza che, questa volta, oltre a battere bandiera tricolore, batte quella dei quattro mori.

Si perché la Sardegna, nonostante le sue grandi potenzialità, incassa il colpo. E i numeri non tardano ad arrivare. Infatti, secondo i dati, sarebbero circa 57 mila le famiglie indigenti, ben 130 mila i poveri che non sanno più come fare per portare il pane sulla tavola. Non si può certo generalizzare, in questo caso si parla di chi proprio non ha più nulla su cui contare, ma non bisogna dimenticare che vi sono anche famiglie meno povere e che riescono ad arrangiarsi magari chiedendo un prestito alla posta o contraendo finanziamenti tra privati (più dettagli su http://www.zonaprestiti.com/prestiti-tra-privati.htm) con la speranza che le cose, nel tempo, possano migliorare. Ma chi non può giocare nemmeno quella carta? Chi non riesce nemmeno a garantire una vita dignitosa ai propri figli o, come sempre più spesso accade, ai propri anziani genitori?

Ad aver diffuso i dati sono state Cgil, Cisl, Uil e Caritas con l'Acli che hanno monitorato la situazione. Quali le contromisure? Nulla di troppo concreto in realtà. Per ora una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare atta a salvaguardare queste nuove frange di povertà. Diverse le richieste al presidente della regione Francesco Pigliaru che a breve dovrebbe, per lo meno, iniziare a valutare tutte le criticità del territorio. Certo, i tempi per prendere delle misure non saranno brevi, ma almeno c'è da sperare che qualcosa si muova. Non sarà una soluzione definitiva ma per chi non ha più nulla in cui sperare sarà già un passo avanti.


ARTICOLO PUBLIREDAZIONALE

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